INDUCAS, un’azione pilota europea a supporto dei neo-assunti: primi bilanci e prospettive

17/04/18
di Massimiliano D’Innocenzo

Gli insegnanti italiani, sempre attenti e pronti a raccogliere nuove sfide, hanno partecipato in questo anno scolastico 2017/18 ad una sperimentazione didattica a livello continentale, voluta ed ideata direttamente dalla Commissione Europea e dedicata a docenti neoassunti e ai loro mentori.

L’Italia è, infatti, uno dei 4 paesi europei, insieme a Francia, Romania e Svezia, coinvolti nel progetto pilota INDUCAS (http://inducas.eu/), coordinato da European Schoolnet, il consorzio di ministeri dell’istruzione (http://www.eun.org), con sede a Bruxelles, cui aderisce anche l’Indire dal 1996.

Punto di partenza del progetto INDUCAS è la consapevolezza dell’importanza di accompagnare i docenti nel loro ingresso a scuola attraverso varie forme di supporto: in un mondo caratterizzato dal proliferare di luoghi di aggregazione online, di social media onnipresenti e di scambio di informazioni come flusso continuo, le istituzioni dovrebbero supportare maggiormente gli insegnanti neo-assunti, costruendo dei luoghi sicuri ed ufficiali in cui possano sviluppare un costruttivo dialogo tra loro.

La Commissione Europea ha fortemente voluto che il progetto non si fermasse al supporto per i nuovi docenti, ma cercasse di potenziare la condivisione e lo scambio anche tra i docenti esperti, nella loro funzione di “mentori” dei loro colleghi.

Nel nostro Paese, è stato facile trovare una corrispondenza tra la definizione in inglese di newly appointed teachers e mentors ed i nostri neoassunti e tutor, con riferimento alla formazione obbligatoria gestita dalla DGPER- MIUR, dagli uffici del MIUR sul territorio e supportata dall’Indire attraverso l’ambiente online. È tuttavia necessario chiarire che, mentre per i docenti neoassunti tale corrispondenza non pone particolari problemi interpretativi, meno diretta è l’equivalenza tra mentor e tutor. Infatti, la figura del tutor si configura, in un contesto educativo, con l’obiettivo di favorire il processo di apprendimento attraverso azioni di accompagnamento e di sostegno; la figura del mentore vuole fornire un modello di sviluppo professionale, senza essere obbligatoriamente incluso in un percorso formativo, a volte mancando anche la caratteristica dell’intenzionalità.

In questo senso, il progetto INDUCAS non è stato pensato come una attività “formativa”, ma come una comunità di pratica, sia per i neoassunti sia per i mentori/tutor, anche se per quest’ultimi non è stato fornito un percorso formativo. La pratica del “mentoring”, molto diffusa in Nord America, è meno comune in Europa e questo aspetto porta spesso alla sovrapposizione della figura di mentor con quella di tutor. La comunità di pratiche INDUCAS è stata dunque sviluppata attraverso due community online (una per mentori ed una per neoassunti) in ognuno dei quattro paesi partecipanti e tutte nelle sole lingue nazionali, raccogliendo in tal modo ben otto diverse esperienze.

Cosa avviene in tali community è abbastanza semplice ed intuitivo: i docenti iscritti, che in Italia sono circa 150 per ciascuna delle due community, partecipano a discussioni e scambi di opinioni su argomenti attinenti la propria condizione, con la moderazione di un animatore e stimolati da un tema del mese e dall’intervento di esperti esterni attraverso appositi seminari online. I temi proposti sono comuni alle due community, cosa che permette all’animatore di guidare la discussione tenendo conto anche degli input dell’altro gruppo.

La community dei neoassunti è stata avviata già a fine maggio 2017, mentre quella dei mentori il successivo settembre: ciò ha permesso ad INDUCAS di svilupparsi parallelamente all’avvio dell’anno scolastico, permettendo, però, già nei primi mesi di raccogliere tra i neoassunti sollecitazioni utili a proporre temi del mese appassionanti e stimolanti per tutti.

Interessante, dunque, anche solo prendere nota di quali sono i temi e gli argomenti che, agli occhi dei neoassunti, rappresentano le maggiori sfide o difficoltà nell’approcciarsi alla professione: forse scontato, ma la gestione della classe è stato indicato in coro dalla community. A seguire, la pianificazione delle lezioni, la comunicazione con i genitori, la gestione degli alunni “difficili” e la valutazione degli allievi.

Ogni tema è stato gestito tramite una discussione aperta nei forum, in cui ogni partecipante ha potuto esprimere la propria opinione, riportare un’esperienza reale, confrontarsi con i colleghi. Davvero utile la raccolta di materiale e risorse didattiche che i mentori hanno di volta in volta suggerito e che ha fornito all’animatore lo spunto per accrescere il valore aggiunto delle community, cercando di facilitare il passaggio di tali contenuti dalla community dei mentori a quella dei neoassunti, fornendo così una raccolta organizzata di tali risorse, utili per la pratica quotidiana a scuola.

Il focus di INDUCAS sull’apprendimento e sulla crescita tra pari ha forse costituito, in effetti, un limite. Da un lato ci sono mentori desiderosi di esserlo nella realtà, per quanto virtuale, a cui una community di soli pari finisce per stare stretta: tutti mentori e nessun “mentee”. Dall’altro, ci sono, invece, docenti neoassunti già alle prese con la formazione obbligatoria da portare avanti assieme al lavoro di tutti i giorni, trovandosi magari per la prima volta ad affrontare la scuola “vera”, desiderosi di poter comunicare con una guida, un esempio, un modello, un “mentore” appunto. Anche qui, la flessibilità degli strumenti online ha permesso all’animatore di provare a dare un ulteriore valore aggiunto alla sperimentazione, proponendo incontri online poco strutturati, sotto forma di TeachMeet, in cui mentori e “mentees” potessero incontrarsi, parlarsi, trovare un linguaggio comune e soprattutto sentirsi davvero utili gli uni agli altri; tra gli incontri più apprezzati quello dedicato al tema della gestione degli alunni difficili.

Questa esperienza ci consente di osservare quanto una community online non si pianifichi a tavolino, soprattutto nel breve periodo, ma vada costruita nel tempo, fidelizzando i partecipanti, in particolare quando non fornisce un beneficio immediato o, ancor di più, quando non è obbligatoria. In questo senso sarà fondamentale – e siamo sicuri la Commissione ne terrà conto – assicurare una certa sostenibilità al progetto INDUCAS, che terminerà ufficialmente ad aprile, facendo sopravvivere le community create oltre il progetto, mantenendo in contatto i membri, facendole crescere anno dopo anno, con nuovi membri e nuovi stimoli.

                                              La community di INDUCAS Italia


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