Memorie di viaggio e impressioni dalle visite in scuole innovative

17/04/18
di Stefano Meloni

On the road again. Sulla strada per andare nelle scuole a fare visita; una visita non formale, che potesse diventare occasione propizia di scambio culturale, di confronto, di crescita. Così è stato.

Le ventuno scuole visitate in Sardegna, abbinate tra I e II ciclo per una visita complessiva di 12 ore in due giorni, hanno accolto con entusiasmo i “visitors”, (in gruppi di sei neo docenti accompagnati da due tutor dell’Ufficio Scolastico Regionale) e ci hanno mostrato le parti più colorate e virtuose del loro agire quotidiano. Ma, nel farlo, hanno anche accettato il confronto non sottraendosi a domande di chiarimento talvolta impertinenti, talaltra caute e rispettose. Abbiamo così potuto osservare la scuola di tutti i giorni, quella che ogni mattina puntualmente apre i battenti e svolge il suo ruolo educativo e di istruzione delle giovani generazioni; ci siamo mischiati in mezzo a loro come ospiti graditi e attesi con un po’ di trepidazione. Ci siamo seduti accanto a bimbi, bimbe, studenti e studentesse incuriositi dalla presenza di osservatori adulti e perfettamente sconosciuti (che belli i bimbi dell’infanzia che ti saltano addosso senza riserve e timori reverenziali alla ricerca di un contatto fisico-affettuoso che l’età inevitabilmente reprime!).

A La Maddalena le maestre della Primaria hanno sfruttato l’occasione del visiting per ancorare situazioni-problema a un itinerario didattico finalizzato a sviluppare competenze negli allievi; al Nautico “Garibaldi “abbiamo assistito dalla plancia di comando alla simulazione di un soccorso in mare; al comprensivo “Nivola” di Iglesias abbiamo osservato un’esperienza di apprendimento tramite l’utilizzo del metodo Feuerstein; a Tortolì assaggiato pizze e colazioni offerte dagli studenti dell’Alberghiero impegnati in efficaci progetti di Alternanza Scuola-Lavoro; a Nuoro nel Comprensivo “Borrotzu” abbiamo conosciuto un progetto scolastico di continuità tra Infanzia, Primaria e Secondaria di I grado, con un concerto finale dell’orchestra dell’indirizzo musicale con brani dedicati al giorno della memoria e tre cori a quattro voci offerti agli “ospiti d’onore” che venivano da lontano. Ancora a Cagliari-Pirri ci siamo immersi nell’ambiente Senza zaino e al Liceo “Canopoleno” di Sassari abbiamo sperimentato l’insegnamento di Latino e Greco con il metodo naturale. A Olbia abbiamo osservato l’attività didattica per l’acquisizione della padronanza comunicativa in lingua Inglese tramite l’uso sistematico del lavoro tra pari, l’applicazione dell’approccio Flipped in Scienze, l’uso di ambienti online di condivisione di documenti nelle attività di Italiano.

Concludiamo il racconto con una foto di gruppo degli studenti e del personale del CPIA n.4 di Oristano, dove dalla dirigente e dai docenti viene svolto un lavoro incessante, ma poco conosciuto, in grado di offrire opportunità e occasioni di cittadinanza a giovani e meno giovani provenienti da Nigeria, Senegal, Mali, Pakistan, Egitto, Burkina Faso e Siria. La foto di gruppo ci mostra volti carichi di orgoglio e dignità e uno sguardo di speranza e fiducia che restituisce senso al lavoro di chi opera in quella scuola. Per maggiori dettagli sui progetti: http://tiny.cc/p27ery

La riflessione sul visiting, nel suo primo anno di sperimentazione nella regione Sadegna, può proseguire, mettendo in evidenza alcuni dati. Il primo e fondamentale dato sul gradimento dell’iniziativa risiede nelle richieste di partecipazione da parte dei neo-docenti: ben 364 le domande arrivate, su un totale di 760 neoimmessi in ruolo quest’anno, e con soli 60 posti disponibili. Inoltre, il processo di iscrizione per partecipare alle visite, che avveniva tramite la scelta delle scuole da visitare da un catalogo ragionato e predisposto dallo staff USR e che era stato previsto durasse 48 ore e, si è concluso molto più velocemente: dal momento dell’apertura delle iscrizioni, alle 8:00 di un giovedì i posti si sono esauriti in 3 minuti.

Il primo riscontro è dunque certamente positivo. Il visiting piace ai neoassunti, ma secondo lo staff USR a patto che sia un’esperienza organizzata e di reale immersione nella scuola di tutti i giorni. Un’esperienza che interroga e fa riflettere, che crea relazione e ha una dimensione collettiva.

Un secondo elemento determinante per il successo dell’operazione è stato, a nostro avviso, l’accompagnamento per tutto il tempo delle visite da parte di una coppia di tutor dell’USR (una decina di docenti motivati e professionalmente preparati alla funzione tutoriale che curano anche i workshop durante gli incontri in plenaria).

Questa presenza ha esplicitato, anche da un punto di vista formale, come l’Amministrazione abbia creduto nel valore di questa esperienza e l’abbia sostenuta con le forze migliori di cui disponeva. Anche per i Dirigenti Scolastici, tra l’altro, la “veste” istituzionale garantita dalla presenza fisica dell’USR è stata una modalità ben accetta nella relazione, spesso complessa, tra amministrazione centrale e scuole. Una relazione che sa di distanza e talvolta di scarsa conoscenza di ciò che accade quotidianamente tra le mura scolastiche. La partecipazione dei tutor dell’USR ha perciò segnato un punto di vicinanza e ascolto reciproco e i Dirigenti Scolastici hanno, per contro, esplicitamente manifestato l’interesse al coinvolgimento nella formazione dei docenti neoassunti.

Terzo elemento di valore da sottolineare, in qualche misura inatteso, è stata la soddisfazione e il ringraziamento che gli staff accoglienti e i Dirigenti (quasi tutti hanno seguito dall’inizio alla fine tutta la visita partecipando attivamente ai momenti di discussione collegiale) hanno voluto esprimerci a fine incontro. Un grazie per il confronto, per l’ascolto, per aver potuto spiegare di sé, della propria scuola, per aver avuto l’occasione di raccontare l’innovazione dei progetti, per aver mostrato la professionalità e la creatività e l’organizzazione che albergano negli spazi scolastici e altro ancora. Un bisogno di raccontarsi che, nell’ottica valutativa di sistema che passa faticosamente nel corpo scolastico, dice che le scuole non temono la domanda di trasparenza che viene dalla società civile, anzi la sostengono. A patto che il confronto non abbia velleità sanzionatorie, ma sia improntato al supporto e al miglioramento del servizio erogato.

Dal punto di vista di chi ha organizzato questo segmento di formazione, resta dunque memoria del valore assoluto dello scambio pedagogico, dei feedback incrociati, dell’entusiasmo dei partecipanti, della dimensione esperenziale delle visite. Una sperimentazione dunque che merita di essere estesa e replicata nei prossimi anni.