Bisogni formativi futuri: arrivare alla cima e guardare l'orizzonte

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«(But) given the rapid changes in education and the long careers of many teachers, teachers’ development must be viewed in terms of lifelong learning, with initial teacher education the foundation for ongoing learning, not the summit of professional development»1

Schleicher, A (2018), World Class: How to build a 21st-century school system, Strong Performers and Successful Reformers in Education, OECD Publishing, Paris.

Mancano oramai poche settimane alla conclusione dell’anno di formazione e prova, è tempo di consolidare quanto fatto nel portfolio in vista dell’esportazione del dossier finale e pensare alle prossime tappe professionali. È necessario fermarsi un momento a pensare all’anno svolto per potere esprimere i propri “Bisogni Formativi”. Una sezione del portfolio è dedicata proprio a questo tema. 

L’espressione dei Bisogni Formativi Futuri costituisce un importante elemento di raccordo tra l’anno di formazione e prova (Induction) e la formazione continua dei docenti in servizio (Continous Professional Development), contribuendo così a realizzare quel continuum tra fasi della professione docente, che la ricerca ci conferma essere un elemento di efficacia della formazione. 

Il Piano per la formazione dei docenti 2016-2019, pubblicato il 3 ottobre del 2016, ha l’obiettivo di fornire le linee guida per l’ideazione di azioni formative a favore dei docenti in servizio e colloca tale formazione all’interno della cornice culturale dell’apprendimento permanente dei docenti come fattore chiave per fare fronte alle trasformazioni in corso nella società e nel sistema scolastico. 

Il Piano indica 9 priorità, espresse a seguito dell’analisi dei bisogni del nostro Paese, che rappresentano le dimensioni su cui investire per sostenere lo sviluppo del sistema educativo nel triennio 2016-2019 (PNF 2016-2019 capitolo 4). Tali priorità nazionali sono intese per costituire un riferimento per tutto il personale della scuola, da contestualizzare nelle scuole del territorio attraverso gli indirizzi forniti al Collegio dei docenti per la realizzazione, l’elaborazione e la verifica del Piano di formazione integrato nel Piano triennale dell’Offerta Formativa. 

Figura 1: Le 9 priorità del Piano Nazionale Formazione dei Docenti 2016/2019

 

 

All’interno di questo disegno di sviluppo professionale, la capacità di autovalutare i punti di forza e di debolezza della propria professionalità e di proiettarla lungo una traiettoria di crescita partendo dai propri bisogni e da quelli della propria scuola, rappresenta per il docente una grande risorsa orientativa che trova nello strumento “Bisogni Formativi Futuri” il compimento di un lavoro iniziato col “Bilancio iniziale delle competenze” e continuato lungo tutto l’anno di prova. 

Lo strumento "Bisogni Formativi Futuri" è costruito intorno ai 9 ambiti tematici descritti nel PNF 2016/19 entro cui dovranno essere progettate le azioni formative per i docenti in servizio per il prossimo triennio (2016-19). 

Ai docenti viene chiesto di indicare, alla luce dell’esperienza dell’anno di prova, i contenuti che ritiene possano ulteriormente rafforzare la sua professionalità espressi in termini dei 9 ambiti tematici, successivamente sotto-articolati in temi secondo quanto indicato nel PNF2016/2019. L’espressione di preferenze multiple per i sotto temi era possibile all’interno di ogni ambito (come raffigurato in figura seguente).

Figura 2: Esempio tratto da una sezione del questionario “Bisogni Formativi Futuri” per l’ambito “Didattica per competenze e innovazione metodologica”.


Questa restituzione preliminare ha l’obiettivo di stimolare la riflessione, a livello di sistema, su possibili di azioni formative coerenti con l’orientamento dei bisogni prefigurati da alcuni dei docenti che oggi stanno per terminare l’anno di formazione e prova. 

Al 6 giugno 2018 12.342 docenti avevano inviato in via definitiva il questionario “Bisogni Formativi Futuri” con la ripartizione per ordine come raffigurato nella figura seguente.


Come emerge dalla figura che segue, che rappresenta la frequenza di preferenze in ordine crescente espresse dai docenti rispetto ai 9 ambiti formativi, i tre ambiti più selezionati risultano essere:

  • 1. Integrazione, competenze di cittadinanza e cittadinanza globale
  • 2. Competenze digitali e nuovi ambienti di apprendimento
  • 3. Inclusione e disabilità

 

Andando ad analizzare i sotto-temi scelti più frequentemente dai docenti, all’interno di questi primi tre ambiti, si evidenzia la seguente situazione illustrata nelle figure 3, 4 e 5.

 

Figura 3

 

 

Figura 4

 

 

Figura 5

 


Soffermandosi dunque ad una lettura preliminare e molto superficiale, che non tiene per ora conto dei profili dei docenti né delle correlazioni nelle espressioni delle scelte sui bisogni formativi, ci troviamo di fronte a scelte che evidenziano il bisogno di formazione in relazione alla persona (inclusione, parità, pace, alimentazione, ecc.), alle relazioni (locali e globali), all’ambiente e al pianeta. 

 

Lo stesso ambito delle “Competenze digitali e nuovi ambienti di apprendimento” lascia emergere bisogni di competenze e ambienti funzionali a disegni educativi, in primis l’inclusione, la partecipazione attiva, l’educazione ai media. 

Un’ulteriore e più raffinata elaborazione, in relazione ai profili dei docenti e calcolata con ripartizione regionale sarà oggetto di ulteriore approfondimento all’interno del monitoraggio di progetto. 

Bibliografia

  • European Commission/EACEA/Eurydice, 2018. Teaching Careers in Europe: Access, Progression and Support. Eurydice Report. Luxembourg: Publications Office of the European Union.
  • Mangione, G. R., Pettenati, M. C., & Rosa, A. (2016). Anno di formazione e prova: analisi del modello italiano alla luce della letteratura scientifica e delle esperienze internazionali. Form@ re, 16(2).p47-64.
  • EUROPEAN COMMISSION (EC) (2010) Developing coherent and system-wide induction programmes for beginning teachers: a handbook for policy makers. 2010. European Commission Staff Working Document SEC (2010) 538 final.

1(Ma) visti i rapidi cambiamenti nell’educazione e le lunghe carriere di molti docenti, la formazione docente deve essere vista in termini di apprendimento permanente, con la formazione iniziale come fondamenta della formazione in servizio, e non come culmine dello sviluppo professionale.