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L'esperienza della visita in scuole innovative.
I.C. "G. Tomasi di Lampedusa" S. Margherita di Belìce (AG)

Giorgio Cavadi

Atelier StoryMediaLab

Al centro dell’attività di visiting che si è svolta nei giorni 21 e 22 maggio 2018 presso l'Istituto “G. Tomasi di Lampedusa” di Agrigento, vi sono i due Laboratori Narrativo-Multimediali: "Atelier StoryMediaLab" acquisiti grazie ai finanziamenti ricevuti nell'Ambito del PNSD, Azione #7 “Atelier Creativi"

L'allestimento di spazi laboratoriali, di tipo modulare e trasversale ad elevata flessibilità di utilizzo, realizza la concezione dello spazio come Laboratorio aperto narrativamente orientato per il lavoro con i nuovi media digitali e linguaggi multimediali e ha il suo fulcro nello spazio di invenzione ed elaborazione creativa - caratterizzato dall' i-Theatre, un nuovo sistema interattivo integrato per l’invenzione narrativa di storie multimediali dedicato all'infanzia, per bambini tra i 4 e i 10 anni di età.

Nella concezione dello spazio, dalla scelta delle luci, alla tipologia di arredi, ai colori dell'ambiente, all'organizzazione spaziale delle risorse strumentali, il progetto ha previsto la configurazione di un setting che include diverse zone specializzate:

  • a. Spazio lettura e racconto
    In continuità con l’esigenza di promuovere l'educazione al libro e alla lettura ma anche spazio per socializzare, giocare, scambiare esperienze.
  • b. Spazio preparazione storyboard
    Disegno preparatorio e storyboard - tavoli per l'ideazione del racconto in versione filmica: scelta dei soggetti, stesura della sceneggiatura e dello storyboard, predisposizione di ambientazioni e personaggi, utilizzando tecniche artistiche di disegno e collage.
  • c. Laboratorio di authoring audiovisivo multimediale
    Spazio di creazione/azione/registrazione - messa in scena della performance narrativa, individuale o collaborativa, del filmato ideato mediante modello di azione narrativo-teatrale supportato dallo strumento-laboratorio narrativo-multimediale.
  • d. Spazio di videoproiezione
    Visione condivisa dei filmati realizzati.

Lo spazio così definito viene, quindi, a supportare un modello/metodologia di lavoro laboratoriale di invenzione ed elaborazione narrativa in versione filmica, aperto e flessibile rispetto alla realizzazione delle più svariate attività. Lo spazio può essere utilizzato sia in progettualità e percorsi mirati a precisi traguardi educativi curricolari, sia in attività di gioco libero e spontaneo, in continuità con la proposta culturale del libro e della lettura ma verso l'apertura ai nuovi media, al linguaggio audiovisivo, alle nuove forme di libro.

Il laboratorio è così flessibile nel supportare le progettualità educative da permettere la realizzazione di progetti mirati e pedagogicamente strutturati finalizzati a:

  • sviluppare specifiche competenze disciplinari (linguistiche, logico-matematiche, scientifiche, artistiche e musicali...) e di cittadinanza (competenza digitale; imparare a imparare; competenze sociali e civiche...);
  • ampliare gli orizzonti dell'inclusione per i bambini con BES, DSA, disturbi dello spettro autistico, sia allo sviluppo di attività e proposte creative degli studenti.

L'innovazione è, dunque, sia metodologica (digital storytelling) sia strumentale (strumento unico di creazione e invenzione narrativa multimediale) e si fonda sul valore dell’intuizione e dello sviluppo delle capacità del pensiero analogico e simbolico (che procede più per immagini) nell’educazione, accanto al pensiero logico-analitico (il nostro sistema educativo tende a privilegiare decisamente quest’ultimo).

Attività della visita di studio

L’attività rivolta ai docenti nell’anno di formazione e prova ha dato priorità alla dimensione curricolare ed è stata realizzata il 21 e 22 maggio 2018 per la durata di 6 ore, con il coordinamento dell'insegnante Calasanzio Maria, referente del progetto "Nuove risorse digitali e loro impatto nella didattica"; le metodologie innovative utilizzate sono state l'authoring multimediale, il cooperative learning, la didattica inclusiva.

Dopo la prima fase preparatoria di costruzione della visita, definizione delle tappe e scansione dei tempi, l'attività di visiting ha previsto l'accoglienza e l'incontro dei neoassunti con i docenti conductors che hanno presentato la scuola e il suo focus innovativo, illustrando, successivamente, gli elementi fondamentali dal punto di vista didattico e metodologico, oggetto dell'esperienza, spiegando tutte le fasi del progetto.

Il setting laboratoriale è stato l'Officina Narrativa (StoryRoom) presente nel plesso della scuola primaria S.G Bosco, dove i docenti coinvolti hanno potuto osservare le attività, le azioni, le dinamiche relazionali che si realizzano nel laboratorio narrativo multimediale. Sono stati gli stessi alunni a presentare il setting laboratoriale e l' i-Theatre, spiegando tutta l'attività di costruzione di narrazioni: dalla individuazione, lettura e drammatizzazione del testo, alla suddivisione in atti e scene, dalla predisposizione di personaggi e sfondi, disegnando su carta con la tecnica preferita, al passaggio al formato digitale e alla successiva creazione e condivisione del racconto animato, mostrando tutte le fasi da seguire per la registrazione delle scene e sequenze. Il modello laboratoriale di stampo narrativo multimediale consente la progettazione e sperimentazione di pratiche didattiche innovative; le tecnologie come risorsa per l'apprendimento significativo, aiutano a potenziare, inoltre, la possibilità di elaborazione di percorsi individualizzati e personalizzati per alunni con BES. Tale progettualità orientata all'inclusione, comporta l'adozione di strategie e metodologie favorenti quali: l'apprendimento cooperativo, il lavoro di gruppo e/o a coppie, il tutoring, l'apprendimento per scoperta, la suddivisione del tempo in tempi, l'utilizzo di mediatori didattici, di attrezzature e ausili informatici e di software e sussidi specifici.

Sotto la guida dei bambini, alunni della classe IV C, i docenti neoassunti, hanno operativamente partecipato alla fase di digitalizzazione dello storyboard, trasferendolo nel formato digitale attraverso il cassetto scanner. Per mezzo dello schermo touchscreen è stato possibile manipolare le sagome dei personaggi creati, che compaiono nello schermo con un vocabolario gestuale semplice (spostamento, rotazione, zoom), mentre lo sfondo rimane fisso.

Dopo aver preparato la scena si è passati alla fase di registrazione, raccontando con la voce e muovendo i personaggi sullo schermo. Terminata la realizzazione del filmato, quest'ultimo è stato visualizzato sul touchscreen, salvato su pen drive e visualizzato sulla LIM.

La proposta formativa è stata molto stimolante e coinvolgente per la docente neoassunta che ha espresso apprezzamenti per il modello di didattica laboratoriale supportata dall'Atelier nel Report redatto a conclusione dell’attività.