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Dalle Nuove misure per dare impulso alle competenze chiave e alle competenze digitali, al Framework Digicomp 2.1; #perchè e #come la Tecnologia1 per apprendere.

Federica Pilotti



Questo breve intervento vuole essere sia una riflessione sul concetto di “Tecnologia” sia una guida operativa su come sviluppare, valutare e progettare la competenza digitale a scuola.
Il titolo mi impone di chiarire cosa intendiamo oggi con Tecnologia per metterci d’accordo e proseguire insieme. In maniera chiarissima il prof. Pier Cesare Rivoltella2 ci parla di Mediamorfosi delle 3 età delle tecnologie di comunicazione digitale, ci racconta di una iniziale in cui è stata strumento (McLuhan3, i media come «estensione dei sensi»), un secondo momento in cui ha rappresentato la possibilità di superare le distanze “tutto arriva senza bisogno che nessuno parta”, ma anche questa definizione, come la prima, è oggi solo parziale, immaginiamo quando da una stanza all’altra ci inviamo un messaggio WhatsApp, o lavoriamo nello stesso ufficio su due scrivanie diverse sullo stesso documento condiviso.

La tecnologia oggi dice Rivoltella è da considerarsi come un tessuto connettivo4, è una parte importante di noi, la indossiamo, la teniamo in mano, al polso, in tasca, ci fornisce informazioni per noi (da fuori a dentro) e se pensiamo a tutta la tecnologia healthcare da noi (da dentro a fuori), non ne possiamo prescindere è diventata parte di noi; se la trasmissione del sapere era prima monopolio della scuola, oggi con internet esiste un mercato libero e quindi per la scuola diventa obbligatorio modificare le proprie strategie, in quanto non ha più esclusivamente il compito di dispensare conoscenze ma bensì deve riscoprire il valore del farsi guida, Maestra. Alla scuola spetta in particolare il compito di gestire il sovraccarico informativo5 in modo da ricavarne conoscenza e comprensione della realtà e quindi fornire strumenti per sviluppare consapevolezza. Gli ambienti in cui la scuola è immersa sono più ricchi di stimoli culturali, ma anche più contraddittori, in quanti consigli di classe abbiamo sentito questa frase: questi ragazzi sanno un po’ di tutto ma superficialmente!

Quindi una cosa è chiara per noi docenti, la Tecnologia non è più solo uno strumento, perché essere strumento presuppone la possibilità di scegliere di utilizzarlo o no: oggi questa scelta non c’è più.
La tecnologia fa funzionare, anzi è la linfa stessa della nostra società e non possiamo scegliere, dobbiamo fare in modo che la didattica la assorba e la controlli; proprio per sua definizione di essere scienza della comunicazione e della relazione educativa, dobbiamo far sì che la didattica diventi lei stessa strumento per incubarla, assorbirla, farla propria ed incanalarla per la propria finalità: educare.

#perché

Dalla biosfera all’infosfera, dalla storia all’iperstoria

I nostri studenti sono cittadini dell’infosfera6 vivono una dimensione spazio/temporale completamente nuova, noi oggi viviamo onlife7 ci dice Luciano Floridi, il limite tra ciò che è qui e ciò che è in cloud diventa sempre più sfumato. Lo spazio è mutato, strutturandosi in quell’infosfera che racchiude sia online che offline, sino a divenire un sinonimo della realtà stessa nel senso che “ciò che è reale è informazionale e ciò che è informazionale è reale”. La generazione Z non concepisce una vita fuori l’infosfera, perché l’infosfera sta gradualmente assorbendo la realtà, la generazione Z è nata online.
Siamo passati dalla registrazione e comunicazione (la storia) alla processazione delle informazioni (l’iperstoria), viviamo un periodo in cui i concetti di spazio e tempo vanno ricalibrati. I nostri studenti devono essere coscienti e consapevoli (spirito critico), dice Floridi, che i paesi sviluppati in cui viviamo, sono in grado di elaborare l’informazione, generandola, registrandola, trasmettendola, manipolandola e usandola, tanto da trarne un’economia, l’informazione in sé per sé non è più importante come nel passato, è l’elaborazione dell’informazione che è diventata il centro della nostra civiltà8.

#come

L’Europa aiuta noi docenti, con documenti importanti e molto pratici, ad affrontare e migliorare le nuove competenze chiave e le competenze digitali da sviluppare in questo tempo e spazio nei nostri ragazzi quali cittadini europei.
In particolare la Commissione europea ha messo in atto delle Nuove misure per dare impulso alle competenze chiave, alle competenze digitali e alla dimensione europea dell'istruzione-2018.
Le misure sono caratterizzate da tre iniziative che hanno come denominatore la consapevolezza che l'istruzione è chiamata ad essere la struttura portante della crescita e dell'inclusione nell'UE, è essenziale preparare i cittadini a sfruttare al massimo le opportunità e ad affrontare le sfide poste da un mondo globalizzato, interconnesso e in rapida evoluzione.

Queste sono:

Rileggendo la definizione di competenza digitale ci accorgiamo che è stata riformulata con alcuni importanti passi avanti.

La definizione del 2006 è ancora incentrata molto su conoscenze e abilità di base nelle TIC (…l’uso del computer per reperire, valutare, conservare, produrre, presentare e scambiare informazioni nonché per comunicare e partecipare a reti collaborative tramite Internet…) e pur essendo presente una certa attenzione alla riflessione sull’uso delle tecnologie (Le persone dovrebbero anche essere capaci di usare le TSI a sostegno del pensiero critico, della creatività e dell’innovazione) ancora manca di alcuni passaggi fondamentali sui rischi e problematiche legate all’etica e alla giurisprudenza, ancora si distingue infatti come direbbe L. Floridi tra on life e off line (…accertandone la pertinenza e distinguendo il reale dal virtuale pur riconoscendone le correlazioni…).

Il passo in avanti della definizione delle Raccomandazioni del 2018 è in una particolare attenzione alla competenza digitale intesa sempre più come forma di comunicazione, come linguaggio e quindi con una logica sottesa più importante del funzionamento in sé per sé del mezzo;inoltre nelle nuove RE sono presenti parole quali effetti, limiti, rischi, inclusione sociale, validità delle informazioni, che sottendono una visione più ampia e mirata alla media education che alla semplice applicazione e capacità di usare lo strumento.
Presente anche il richiamo all’aspetto etico, legale, alla sicurezza e al riconoscimento da parte del cittadino di bot legati ad intelligenza artificiale. Insomma un passo in avanti della sua definizione e declinazione.

Il piano d’azione nasce come risposta alle grandi sfide che l’Europa si trova davanti; una tra queste è che oltre l'80 % dei giovani utilizza Internet per le attività sociali. L'accesso a Internet sui dispositivi mobili è considerevolmente aumentato negli ultimi 7 anni. Ma l'utilizzo delle tecnologie per scopi didattici non è andato di pari passo.

Si articola, come si vede nello schema, in tre macro priorità di azione, ognuna declinata su più punti:

    1. migliorare l'utilizzo della tecnologia digitale per l'insegnamento e l'apprendimento;
    2. sviluppare le competenze e le capacità digitali pertinenti ai fini della trasformazione digitale;
    3. migliorare l'istruzione mediante un'analisi dei dati e una previsione migliori.

Per ciascuna priorità il piano d'azione definisce misure intese ad aiutare gli Stati membri dell'UE ad affrontare le sfide cui sono confrontati

Lo strumento in assoluto però per i docenti più operativo è certamente il

La Commissione Europea ha messo a disposizione un framework che descrive le competenze digitali attese per i cittadini del XXI secolo.
Questo strumento è da considerarsi non solamente come rubrica di valutazione per comprendere il percorso dello sviluppo della competenza digitale, ma anche un potente strumento di progettazione.
La competenza digitale, ridefinita proprio dalle RE del 2018, è stata osservata in questo documento, in tutti i suoi aspetti che a loro volta sono stati descritti e suddivisi per la mappatura di un percorso di sviluppo in livelli osservati in 3 aree di acquisizione di apprendimento.

I 5 aspetti della competenza

Andiamo ad analizzare il documento partendo proprio dalla declinazione della competenza digitale in 5 aspetti (o dimensioni di competenza):

    1: Alfabetizzazione su informazioni e dati
    2: Comunicazione e collaborazione
    3: Creazione di contenuti digitali
    4: Sicurezza
    5: Risolvere problemi

Ognuno di questi aspetti è ulteriormente declinato in più descrittori che ne mettono in evidenza le sue caratteristiche come nella figura a seguire.

I 21 descrittori dei 5 aspetti

Così se si volesse lavorare sullo sviluppo della competenza digitale, sull’informazione e alfabetizzazione nella ricerca dei dati, il docente dovrà creare compiti o situazioni in cui l’obiettivo sarà far navigare, ricercare e filtrare dati, informazioni e contenuti digitali; oppure creare situazioni in cui gli studenti debbano essere in grado di valutare dati, informazioni e contenuti digitali; o infine creare compiti autentici dove sempre gli studenti si trovino a gestire dati, informazioni e contenuti digitali.
È possibile così individuare un compito dove si potrà lavorare su tutti e tre i descrittori o solo su una parte.
La forza di questo documento è quella inoltre di contenere una scala di valutazione di otto livelli di padronanza ma soprattutto declinati su esempi reali di utilizzo.

    Gli 8 livelli di padronanza

Una volta quindi stabiliti gli aspetti della competenza, i descrittori dei 5 aspetti, si potranno andare a individuare otto livelli di padronanza per ciascun aspetto di competenza, definiti attraverso i risultati di apprendimento (tramite verbi di azione, secondo la tassonomia di Bloom) traendo ispirazione dalla struttura e dal vocabolario del quadro europeo delle qualifiche EQF (European Qualification Framework). Ciascun livello rappresenta un gradino in più nell’acquisizione da parte dei cittadini delle competenze in base alla sfida cognitiva, alla complessità delle attività che possono gestire e alla loro autonomia nello svolgimento dell’attività.

Quindi riassumendo i livelli sono 4, quattro gradini o quattro aree, ognuno suddiviso in 2 ulteriori sotto livelli che tengono conto di tre fattori:

  • La complessità dei compiti
    • Compiti semplici
    • Compiti ben definiti e sistematici, problemi diretti
    • Compiti e problemi ben definiti e non sistematici
    • Compiti e problemi diversi
    • Compiti più opportuni
    • Risoluzione di problemi complessi con soluzioni limitate
    • Risoluzione di problemi complessi con molti fattori di interazione
  • L'autonomia nel portarli a termine
    • Con guida
    • Autonomia e guida in caso di necessità
    • In autonomia
    • Indipendente e in base alle mie necessità
    • Guida per gli altri
    • Capacità di adattarsi agli altri in un contesto complesso
    • Integrazione per contribuire alla prassi professionale e per guidare gli altri
    • Proposta di nuove idee e processi nell’ambito specifico
  • Il dominio cognitivo in cui il cittadino si trova
    • Conoscere (quindi ricordare)
    • Comprendere
    • Applicare
    • Valutare

    Gli esempi di utilizzo
    Inoltre il documento, declinati aspetti, descrittori, livelli in 3 aree di azione (compito, autonomia, dominio cognitivo) regala concreti esempi di utilizzo, rubriche olistiche, applicabili in classe per molte UdA e personalizzabili se calate in un preciso compito autentico.
    Gli esempi sono tutti contestualizzati all’interno degli scenari in due aree di utilizzo: occupazione e apprendimento. Questi illustrano gli otto livelli di padronanza. Sono stati inclusi scenari per ciascuna area di competenze e area di utilizzo allo scopo di contestualizzare gli esempi.

    Tali esempi possono essere utilizzati anche al contrario, cioè non per controllare e valutare, ma come passaggi da seguire per raggiungere un certo livello, come guide di progettazione.
    Si riporta un esempio di costruzione di un sito di prevenzione, costruito seguendo proprio l’esempio legato all'Area delle competenze 4: Sicurezza 4.3 Proteggere la salute e il benessere
    Essere in grado di evitare rischi per la salute e minacce al benessere psico-fisico quando si utilizzano le tecnologie digitali. Essere in grado di proteggere sé stessi e gli altri da possibili pericoli negli ambienti digitali (ad es. cyberbullismo). Essere a conoscenza delle tecnologie digitali per il benessere e l’inclusione sociale.

    Una rubrica valutativa per progettare
    Ecco che con semplicità questo strumento se riportato su una griglia dove si inserisce anche la propria attività didattica e la rispettiva valutazione dei processi, si trasforma da sistema di valutazione e controllo della competenza digitale a strumento di progettazione.
    Si allega un link per cominciare a costruire una azione didattica. Da questa pagina potrete scaricare un foglio excel con una rubrica di progettazione e valutazione costruita proprio con il Digicomp2.1; la parte che vedete nella figura 8 nel riquadro in rosso, sarà la parte per ragionare sull’aspetto della competenza da sviluppare, attraverso un compito costruito proprio per raggiungere il livello desiderato dell’aspetto scelto (riquadro in giallo).

    Se si poggia il mouse nella cella dei vari livelli si troveranno esplicitati i gradini in base alla sfida cognitiva, alla complessità delle attività che possono gestire e all’autonomia nello svolgimento dell’attività.

    Da una funzione centrica ad una eccentrica del docente
    Concludo con una riflessione che credo importante per questo vostro cammino, in questo mondo dove online e offline si mescolano, non siamo più al centro di niente e la didattica si è spostata anch’essa nell’onlife; facciamo in modo

    • che la nostra didattica sia consapevole della sua nuova e inedita posizione, per poter leggere e comprendere con chiarezza il «dove e il quando» e percepire i nuovi problemi aperti;
    • che si utilizzi la tecnologia nella nostra didattica, previa progettazione, per lo sviluppo della competenza digitale attraverso strumenti didattici come il framework DigComp, e non come mero strumento;
    • che la nostra didattica si trasformi in ricerca e sperimentazione continua, affinché si possano fare previsioni: anticipare i cambiamenti invece di restare indietro.

    Oggi l’insegnante si trova di fronte ad una grandissima sfida, ma è vero anche che mai come oggi il docente può fare la differenza, mai come oggi voi potrete fare la differenza. Buon lavoro a tutti.



    1. Per Tecnologia s’intendono tutte le ICT Information and Communications Technology, in particolare il digitale.
    2. Tecnologie di comunità, Pier Cesare Rivoltella, La Scuola, 2017.
    3. Marshall McLuhan, Gli strumenti del comunicare, Il Saggiatore, 2008.
    4. I media come “pelle della nostra cultura” La civilizzazione video-cristiana, Derrick de Kerckhove, Feltrinelli, 1995.
    5. Siamo in una fase avanzata dell’era informatica e globalizzata, di “diluvio universale delle informazioni” (Pierre Lévy).
    6. Luciano Floridi, La quarta rivoluzione, Raffaella Cortina, 2017.
    7. Luciano Floridi, La quarta rivoluzione, Raffaella Cortina, 2017.
    8. Luciano Floridi, La quarta rivoluzione, Raffaella Cortina, 2017.