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Media Education for Equity and Tolerance (MEET).
Strumenti e risorse per l’educazione ai media in contesti interculturali

Maria Ranieri

Oggi la scuola è sempre più multiculturale, le classi sono abitate da giovani con famiglie provenienti da paesi diversi. Al tempo stesso, è frequentata da studenti che fanno uso intensivo di tecnologie digitali, una generazione abituata ad accedere all’informazione tramite Internet e i social media. Se, da un lato, questo è lo scenario sul versante degli studenti, dall’altro è noto come le iniziative formative rivolte ad insegnanti sui temi dell’educazione ai media e dell’educazione interculturale siano ancora limitate. Inoltre, sono esigui anche gli strumenti e le risorse (ad esempio, buone pratiche) a disposizione di insegnanti ed educatori da cui trarre ispirazione per la pratica.

Il progetto MEET - Media Education for equity and tolerance nasce in questo contesto allo scopo di creare strumenti per insegnanti ed educatori sull’educazione ai media e interculturale. Finanziato dal Programma Erasmus+ KA3 della Commissione Europea per il biennio 2016-18, è stato promosso dal Dipartimento di Scienze della Formazione e Psicologia (ora denominato Dipartimento di Scienze della Formazione, Lingue, Intercultura, Letteratura e Psicologia) dell'Università di Firenze (Coordinamento scientifico: prof.ssa Maria Ranieri) in collaborazione con l'Università di Vienna (AT), il Peace Institute (SI), Media Animation (BE) e medien+bildung (DE), e il supporto di: Comune di Prato (IT), Klicksafe & Jugenschtz (DE), National Education Institute (SI), Wiener Kinder und Jugendanwaltschaft, KJA (AT) e Action Media Jeunes (BE).

MEET si propone di promuovere una comprensione critica ed interculturale dei media tra i giovani cittadini nelle scuole pubbliche multiculturali. Il target principale del progetto è costituito da giovani socialmente svantaggiati (età 13-19), compresi migranti e rifugiati, coinvolgendoli, insieme ai loro insegnanti, in una ricerca azione finalizzata alla co-progettazione e sviluppo di pratiche di Media Education interculturale. La finalità più ampia del progetto è quella di contrastare la cultura della discriminazione che oggigiorno sembra permeare la sfera pubblica, promuovendo i valori della solidarietà, della tolleranza e della giustizia sociale.

Uno dei principali risultati del progetto è costituito dal Toolkit per l’Educazione ai Media e all’Intercultura. Il toolkit, disponibile gratuitamente online, si rivolge agli insegnanti e include: una Introduzione, le Linee guida per la progettazione di pratiche mediaeducative inclusive, sei Scenari di apprendimento sull’educazione ai media e interculturale e tre video.


Fig. 1 – Toolkit per l’Educazione ai Media e all’Intercultura.

L’Introduzione presenta il quadro teorico di MEET che coniuga gli obiettivi di competenza della media education con quelli dell’educazione interculturale: le competenze mediali di riferimento sono:

  • Comprendere e Analizzare e
  • Creare e Riflettere;

per quanto riguarda l’educazione interculturale, le competenze chiave sono riconosciute in:

  • Riconoscere e Decentrare e
  • Dialogare ed Impegnarsi.

Combinando, ad esempio, “Comprendi e Analizza” con “Riconosci e Decentra”, un esempio di obiettivo educativo per questa area è: “Identificare le voci e i punti di vista (non) rappresentati nei media”.

Le Linee guida promuovono un approccio didattico che coniuga la media education con strategie inclusive d’insegnamento e apprendimento. L’approccio si articola in 3 principi chiave - corrispondenti alle principali finalità della pratica educativa – e in 9 linee guida generali che orientano la progettazione e l’implementazione. I 3 principi generali sono:

  • Principio I - Comprensione: Facilitazione della comprensione critica dei media e delle relazioni interculturali/democratiche.
  • Principio II - Espressione: Facilitazione della capacità di esprimersi (con e senza i media) in contesti multiculturali, nonché di valutare il proprio apprendimento.
  • Principio III - Engagement: Facilitazione dell’impegno nel processo di costruzione di comunità multiculturali e della partecipazione alla vita sociale e politica della scuola.

Per quanto riguarda i sei learning scenario, essi si caratterizzano per il focus su diversi media e per l’articolazione in attività di analisi e produzione mediale. Di seguito, un sommario dei percorsi didattici che sono liberamente scaricabili dal sito del progetto (ora in lingua inglese, presto anche in lingua italiana):

Siamo tutti ugualmente diversi
L’obiettivo di questo percorso è di promuovere la consapevolezza dei giovani su come viene rappresentata la realtà nei media e nella radicalizzazione. Attraverso l’analisi di fotografie, meme e video gli studenti comprendono i meccanismi dei media e imparano a leggere tra le righe.

A parole mie
Questo percorso didattico mira a promuovere la consapevolezza degli studenti sui meccanismi della comunicazione politica, specialmente in riferimento al fenomeno della migrazione.

Sfida la violenza e “metti in gioco” i tuoi diritti
Questo scenario didattico intende incoraggiare gli studenti a comprendere le diverse forme di violenza in gioco nei videogame e come pure a supportare i giovani a sfidare la violenza, in particolare quella contro gli individui o i gruppi sociali svantaggiati o marginalizzati.

Mettere in discussione le rappresentazioni mediali dell’altro attraverso il video-reportage
Questo percorso didattico ha l’obiettivo di favorire lo sviluppo negli studenti della capacità di comprensione critica delle notizie, con particolare riferimento alle fake news che circolano nelle piattaforme social sulle minoranze etniche e culturali, e di promuovere la loro capacità di esprimere narrazioni alternative attraverso il video.

Costruire comunità pluralistiche e democratiche
Questo percorso formativo promuove la capacità degli studenti di vivere in società multiculturali e incoraggia il loro impegno nella comprensione interculturale, con particolare riferimento alla diversità in classe, a scuola e nella comunità locale.

La migrazione tra narrazioni mediali e digital storytelling
Questo scenario di apprendimento si propone di fornire agli studenti conoscenze critiche per comprendere le diverse rappresentazioni mediali del fenomeno migratorio; inoltre, intende favorire la capacità di costruire narrazioni alternative delle migrazioni attraverso il digital storytelling.

In Italia, precisamente a Prato, sono stati sperimentati due scenari d’apprendimento, il primo dal titolo “Sfida la violenza e ‘metti in gioco’ i tuoi diritti” presso l’Istituto Gramsci – Keynes e il secondo intitolato “Mettere in discussione le rappresentazioni mediali dell’altro attraverso il video-reportage” presso l’Istituto Professionale Marconi.


Fig. 2 – Un momento della sperimentazione a Prato.

Oltre all’Introduzione, alle Linee guida e agli scenari di apprendimento, il MEET toolkit comprende anche 3 video: ciascuno di essi si focalizza su uno dei Principi delle linee guida, vale a dire comprensione, espressione, impegno.
L’obiettivo dei video è quello di mostrare nella pratica come mettere in atto Le linee guida, facilitandone così l’applicazione da parte dei docenti. I video quindi sono anche uno strumento formativo.


Fig. 3 – Uno screenshot dai video. Buona visione!

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Bibliografia

Ranieri, M., & Fabbro, F. (2018). Designing media literacy education for intercultural contexts. The MIEF framework and guidelines, International Technology, INTED2018 Proceedings, pp. 6002-6008. https://bit.ly/2NCaqHD [Accesso 23.01.2019].

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