Al 26 gennaio 2018 gli insegnanti in anno di formazione e prova iscritti all’ambiente online di supporto alla formazione 2017/18 risultano 32.693.





Di questi il 77,9% è costituito da donne. Si mantiene dunque la netta prevalenza del sesso femminile seppur leggermente ridotta rispetto alle passate edizioni della formazione.



Disaggregazione per sesso dei docenti iscritti all’ambiente di formazione Neoassunti 2017/18

Questa immagine rappresenta la ripartizione per sesso dei docenti iscritti all’ambiente di formazione Neoassunti 2017/18



Distribuzione per classe d’età


Il 43,6% del totale degli iscritti appartiene alla classe 35-44 anni, risultando quest’ultima la classe d’età più popolata, seguono la classe dei più giovani (25-34 anni) e la classe dei docenti che hanno tra i 45 e i 54 anni, solo il 6,1% degli iscritti appartiene alla classe d’età 55-64 anni. Il rapporto tra i sessi per classe d’età è sempre a favore della componente femminile anche se nelle due classi d’età superiori (55-64 e oltre i 65) il rapporto passa da circa 80 docenti di sesso femminile ogni 100 docenti, a 70 e poi 60 (nella fascia d’età oltre i 65 anni) docenti di sesso femminile ogni 100.





Comparando la distribuzione per classi d’età dei docenti in anno di formazione e prova nell’ultimo triennio si registra un netta diminuzione dell’età degli iscritti. Si conferma l’aumento in percentuale dei docenti appartenenti alla classe di età più giovane (25-34) che passano dal 4% del totale degli iscritti all’edizione della formazione 2015/16, al 14,4% dell’edizione 2016/17, ad oltre il 26% in quest’anno di formazione. Diminuisce la proporzione di coloro che appartengono alla classe d’età 45-54 anni che passano dal 39 al 23,5%, mentre la proporzione dei docenti appartenenti alla classe 55-64 anni si dimezza passando dal 14 al 6%.





Distribuzione geografica

Distribuzione per regione di nascita

Gran parte dei docenti in formazione nel presente anno scolastico sono nati in Campania (15,6%), in Sicilia (11,2%) e in Lombardia (10,6%). Seguono i docenti nati in Veneto (8,8%), Puglia (8%), Lazio (6,9%) e Calabria (6%), e a seguire nelle altre regioni.





Distribuzione per regione di presa di servizio

Se si leggono i dati per regione di presa di servizio dei docenti, l’ordine cambia: la Lombardia risulta la regione con il maggior numero di assunzioni in ruolo nell’anno 2017/18, seguono il Veneto (11,6%), la Campania (11,1), il Lazio (9,6%), l’Emilia Romagna (7,9%), la Sicilia (7%), il Piemonte (6,4%), la Toscana (6,5%) e la Puglia (5,6%); e poi le altre regioni con percentuali inferiori al 5%.





La comparazione tra la distribuzione geografica per regione di nascita dei docenti e quella per regione di presa di servizio non intende analizzare il fenomeno di mobilità degli insegnanti, non essendo disponibile il dato relativo alla residenza anagrafica, né essendo questo l’obiettivo del presente contributo; tuttavia quanto emerge dalla comparazione delle due serie di dati risulta in linea con le traiettorie dell’emigrazione docente altrove analizzate (l’ISTAT ha recentemente organizzato una giornata di studio intorno a questo argomento, vedi “Popolazione, istruzione e mobilità: il caso italiano”). Le regioni con i saldi più negativi (cioè dove l’offerta di lavoro è inferiore alla supposta domanda rappresentata da coloro che vi sono nati: +docenti, -posti di lavoro) sono la Campania, la Sicilia, la Puglia e la Calabria. Quelle invece in cui l’offerta di posti di lavoro supera il numero dei docenti che vi sono nati sono: Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Lazio, Piemonte e Toscana.





Distribuzione per gradi e ordini di scuola


Infine, in relazione all’ordine di scuola in cui i nuovi docenti insegnano, in questo anno scolastico si osserva una prevalenza della secondaria di primo grado (31,4%), seguono la secondaria di secondo grado (30,7%), la primaria (26%) e l’infanzia (11%).