SPECIALE LABORATORI FORMATIVI TERRITORIALI



Fotografia della documentazione online al 12 aprile

a cura di Andrea Paoli e Maria Chiara Pettenati





Questo speciale restituisce un’immagine di quanto si stava svolgendo online alla data del 12 aprile 2018 in merito alla documentazione nel portfolio delle esperienze relative ai laboratori formativi territoriali. Questo spaccato è utile ed interessante in quanto dà conto di come i docenti stavano procedendo nel lavoro di documentazione online, con una verosimile proporzionalità rispetto a quanto accadeva sul territorio, ovvero alla calendarizzazione dei laboratori nei vari ambiti territoriali delle regioni italiane.
Quanto emerge da questi dati costituisce una buona occasione per promuovere nuovamente una riflessione sulla cadenza ideale dei tempi del tragitto dell’anno di formazione e prova con l’obiettivo di rinforzare la collaborazione tra gli attori del sistema affinché l’implementazione dell’anno di formazione possa esprimere tutta la sua efficacia di accompagnamento ed inserimento nel ruolo per i nuovi docenti.




Al 12 aprile 2018, 10.493 docenti sul totale degli iscritti all’ambiente online, 32.693, cioè circa il 30%, avevano inserito in piattaforma dati e documentazione relativa ai laboratori formativi.




Questa rappresentazione, riportata a livello regionale, ci mostra che al 12 aprile, la presenza più cospicua di docenti che avevano documentato online si registrava nella Regione Lombardia (21,8%), seguita dal Veneto (19,0%), dal Piemonte (9,9%), dalla Toscana (9,8%) e dall'Emilia Romagna (9,6%).
Rispetto alla quantità di laboratori documentati, la percentuale più elevata di docenti (35%) ha documentato il numero massimo di laboratori, cioè quattro. Altrettanto elevata la percentuale di coloro che hanno avviato la documentazione di un solo laboratorio (24%).




L’analisi dei dati per regione configura un quadro piuttosto articolato di comportamenti, che si può sintetizzare come segue:

  • Regioni in cui la percentuale più alta si riferisce a 1 o 2 laboratori attivati. Prevale un solo laboratorio in Basilicata (65,8%), Campania (82,4%), Friuli Venezia Giulia (39,6%), Liguria (90,0%), Marche (39,7%), Puglia (58,1%), Sardegna (40,8%); prevalgono due laboratori in Veneto (34,7%).
  • Regioni in cui è prevalente la percentuale relativa a 4 laboratori: Lombardia (39,6%), Piemonte (39,5%), Sicilia (40,9%), Toscana (38,2%) e Veneto (48,7%).
  • Regioni in cui le percentuali relative a 1 laboratorio e a 3-4 laboratori è quasi equivalente: Abruzzo (31,1%, 1 laboratorio e 4 laboratori), Calabria (31,2%, 1 laboratorio e 33,4%, 4 laboratori), Emilia Romagna (28,7%, 1 laboratorio e 32,1%, 3 laboratori), Molise (35,1%, 1 laboratorio e 37,8%, 4 laboratori).
  • Regioni come il Lazio, in cui le percentuali registrano una variazione tra le diverse opzioni di massimo 6 punti percentuali.






L’analisi dei dati che riguardano i contenuti tematici dei laboratori evidenzia una netta prevalenza del tema n° 5 “Bisogni educativi speciali” (60,5%), seguito dal tema n° 2 “Nuove risorse digitali e loro impatto sulla didattica” (56,5%) e dal tema n° 1 “Educazione allo sviluppo sostenibile” (51,8%). Seguono i temi n° 3, “Gestione della classe e problematiche relazionali” e n° 4, “Valutazione didattica e valutazione di sistema” (27,9%). Le restanti tematiche ottengono percentuali inferiori al 10%.







L’analisi della distribuzione delle scelte dei contenuti tematici dei laboratori documentati al 12 aprile per regione conferma l’andamento dei dati a livello nazionale, almeno per quanto riguarda le prime tre tematiche, “Bisogni educativi speciali”, “Nuove risorse digitali e loro impatto sulla didattica”, “Educazione allo sviluppo sostenibile” che appaiono come prime opzioni in 7 e 5 regioni.
Le regioni in cui prevale l’interesse per i bisogni educativi speciali sono 7: Umbria (84,4%); Lombardia (76,0%); Piemonte (75,1%); Toscana (68,8%); Friuli Venezia Giulia (62,6%); Campania (47,1%).

Mettono al primo posto il tema sulle nuove risorse digitali e il loro impatto sulla didattica 5 regioni: Abruzzo (67,7%); Molise (67,5%); Sicilia (65,0%); Marche (61,0%); Emilia Romagna (48,7%).

In 5 regioni prevale invece il tema dell’educazione allo sviluppo sostenibile: Veneto (80,6%); Basilicata (65,8%); Calabria (63,8%); Lazio (60,7%); Liguria (50,7%).

Il tema relativo alla valutazione didattica e alla valutazione di sistema viene scelto come tema prevalente solo in Sardegna (38,2%). Le tematiche dalla n° 6 alla 10 ottengono percentuali inferiori al 20%, come opzione prevalente, in tutte le regioni, con l’eccezione del Molise per il tema “Buone pratiche di didattiche disciplinari” (29,7%) e del Friuli Venezia Giulia in riferimento al tema “Orientamento e alternanza scuola-lavoro” (24,5%). Il tema del contrasto alla dispersione scolastica vede le percentuali più basse, tutte inferiori al 6%, ad eccezione della Liguria (10,0%).

Infine, prendendo in considerazione la totalità degli utenti che al 12 aprile avevano inserito nel portfolio documentazione relativa ai 4 laboratori, l’81,2% lo ha fatto includendo tra i quattro il tema dell’educazione allo sviluppo sostenibile, introdotto dalla Circolare Ministeriale 33989 del 2/08/17.