SPECIALE “FORUM”



RESOCONTO FORUM NEOASSUNTI 2016/2017


a cura di A. Paoli e M. Ceres


Andrea Paoli e Marco Ceres sono collaboratori Indire NT SUD. L'analisi dei forum dedicati al Portfolio e la scrittura del report è stata condotta con la supervisione e il supporto del moderatore Giuseppina Rita Mangione (Primo ricercatore – NT SUD).




Il forum neoassunti è uno spazio sociale, animato dai ricercatori e dagli stessi docenti, volto a favorire la comunicazione, la condivisione e la creazione di gruppi di riflessione e soluzione di problemi accomunati per similarità di contesto, di casi e o di problematiche in classe e fuori dalla classe. È un ambiente il cui unico obiettivo è favorire un accompagnamento tra pari, che possono interagire a distanza e provare insieme a superare difficoltà o a costruire un bagaglio di strumenti e di idee che miglioreranno l'esperienza dell'anno di prova.



Il Forum RIFLESSIONI E STRATEGIE DI LAVORO CON IL PORTFOLIO nato con l'intento di far circolare idee e modalità interessanti per rendere funzionale ed efficace la progettazione, la riflessione e il miglioramento dell'attività didattica, si è confermato in questo a.s. 2016/2017 uno spazio interamente dedicato al confronto tra docenti, luogo di incontro virtuale dove poter tracciare ciascuno la propria pista per progettare, condurre e valutare il lavoro da fare in classe così come le proprie competenze, coadiuvati sia dal confronto reciproco coi propri pari sia da docenti già avviati da anni nella professione come esperti nel ruolo di tutor.

Il forum conteneva tre sotto-topic, per ciascuno dei quali viene presentato un sintetico resoconto al fine di rendere visibile alla comunità scolastica come i docenti hanno risolto problemi, condiviso modalità di utilizzo degli spazi, promosso il valore e l'efficacia di dispositivi che all'interno del percorso formativo, puntavano alla pratica e alla riflessione sull'azione, e alla transizione ad una cultura della professionalità docente.


Topic 1. "L'attività didattica: dalla progettazione alla riflessione sul proprio agire in classe"


Questo spazio di discussione ha registrato 3364 consultazioni. Sono 80 i docenti considerati "attivi", autori di 111 messaggi e promotori di un nucleo forte di peer seeking e peer support.



Grafico 1. Partecipazione dei docenti al topic sull'attività didattica

Gli interventi degli 80 docenti attivi sono riconducibili a specifici ambiti: il 29% degli interventi può essere ricondotto ad una dimensione socio–relazionale e di costruzione del "senso di comunità", il 43% è più orientato alla condivisione di un uso specifico del dispositivo "attività didattica" presente nel portfolio docente, un buon 23% assume le forme di "indirizzo concettuale" volto ad attribuire un valore specifico al dispositivo all'interno del percorso di crescita professionale, mentre un 5% viene attribuito al tema della privacy per quanto riguarda la documentazione della pratica d'aula.



Grafico 2. Ambiti delle argomentazioni inerenti il topic 1

Per quanto concerne l'uso del dispositivo, i docenti hanno approfittato dello spazio sociale per comprendere meglio come lavorare alla progettazione didattica e il ruolo del tutor. I docenti hanno condiviso il tipo di autonomia con cui lavorare alle due progettazioni didattiche obbligatorie così come la correlazione che tra queste sarebbe stato opportuno mantenere ("ho visto che nello spazio portfolio bisogna inserire due lezioni: una svolta in autonomia ed una con il tutor. Mi chiedo se queste lezioni fanno parte della relazione finale che occorrerà immagino produrre o se devono essere diverse. Inoltre mi chiedevo se fra di esse ci deve essere un collegamento oppure possono essere legate, ad esempio, prevalentemente a due materie diverse. Qualcuno mi può dare delucidazioni in merito?") anche prevedendo un collegamento disciplinare o pluridisciplinare.
Inoltre non sono mancati messaggi e richieste di confronto più specificatamente legati al formato della progettazione ("La progettazione da allegare deve essere una UDA e/o un piano di lezione oppure deve riportare quanto indichiamo nella sezione "riflessione sulla progettazione" presente nella fase 1 della progettazione?") o sul tipo di documentazione da correlare alla progettazione didattica ("Vorrei sapere se potete aiutarmi: nel documentare la prima attività devo fare un PowerPoint che poi porterò anche a giugno in commissione?") cercando nei pari possibili soluzioni ("ho realizzato la prima attività e dovrei inserire il file nello spazio indicato in piattaforma solo che stavo realizzando un video con PowToon e solo adesso ho notato che il formato video non è nell'elenco dei formati... Secondo voi potrei inserirlo lo stesso zippandolo?").

Non sono mancati momenti di condivisione spontanea delle idee, delle esperienze in corso, delle semplici sensazioni così come dei dubbi, perplessità, tanto da mostrare, nella fase finale dell'anno di prova, una sviluppata sensibilità ed un marcato interesse per tutto ciò che attiene alla modalità di condivisione, spendendo tempo ed energie per comunicare la soddisfazione e l'entusiasmo di un processo che, auspicabilmente, dovrebbe durare tutta la vita di un insegnante ("… sono contenta di questo spazio perché è interessante poter condividere i propri dubbi"), ("Oggi sono ancora più convinta che ogni insegnante, non solo quelli in anno di prova, debba "provare" questa esperienza di riflessione....un po' come facciamo con le nostre automobili, che, per verificare che ancora funzionino bene, portiamo a far revisionare!")

Lo spazio relativo all'attività didattica è stato generalmente apprezzato da tutti i docenti proprio perché suggerisce un modo per continuare a lavorare anche oltre il periodo di prova.

Il valore dello spazio di documentazione e della riflessione viene promosso dai docenti nel forum perché permette loro di lavorare migliorando il proprio agire didattico anche in contesti speciali ("…importante è riflettere sul proprio percorso, non solo alla fine, ma durante, per essere pronti ad intervenire su eventuali criticità che possono essersi presentate. A maggior ragione ora, lavorando con alunni con particolari bisogni, mi rendo conto di come la riflessione sull'agire sia quotidiana."), ("Importante è stata la fase finale di riflessione sulle due attività svolte e l'organizzazione del lavoro sulla piattaforma, che mi ha permesso di riflettere sulla mia pratica didattica, sui punti di forza e sugli aspetti che posso ancora migliorare.").

Nonostante lo sforzo che richiedeva il lavoro in piattaforma, richiedeva i docenti hanno interiorizzato l'obiettivo del modello ("… la compilazione del portfolio è stata per me un'esperienza appassionante e faticosa: il percorso che va dalla progettazione alla riflessione, effettuato nella maniera approfondita che ci è stata proposta dalla Piattaforma, è sicuramente coinvolgente e richiede impegno per andare a fondo …") hanno apprezzato il contributo che lo spazio sociale ha potuto apportare ("… anch'io a conclusione di questo percorso come neoassunta, posso dire con certezza che lo spazio relativo alla riflessione e alla documentazione delle attività mi è stato molto utile … grazie ai quesiti posti nel forum ho trovato le risposte alle mie tante domande …").

I docenti hanno collegato l'articolazione relativa all'attività didattica ad un percorso di formazione continua ("A conclusione di questo percorso come neoassunta posso dire di aver trovato molto utile tutta la parte relativa alla riflessione e alla documentazione delle attività svolte. Mi ha permesso di riflettere sul mio operato trovando elementi di positività e criticità. Sicuramente in futuro continuerò a lavorare in questa direzione.").

Topic 2. "L'osservazione in classe e il peer to peer per il miglioramento della pratica didattica"


Questo spazio di confronto e discussione sull'osservazione della pratica didattica e sul peer to peer, considerato già da molti "l'elemento più importante del percorso neoassunti", nasce per raccogliere le modalità organizzative attuate tra insegnanti e tutor, consentendo a docenti di realtà molto eterogenee di mettersi in discussione, di confrontarsi e di individuare strumenti alternativi. Questa sezione sin da subito si arricchisce nei contenuti di commenti positivi sul peer to peer, motivati da valide argomentazioni nonché stralci di esperienza recente a sostegno della validità della pratica.

Questo spazio di discussione è stato consultato 3238 volte. I docenti "attivi" possono essere considerati 143, in quanto autori di 162 messaggi e promotori di discussioni volte a migliorare e a mettere a sistema un modello di lavoro fondamentale per la transizione nella scuola.



Grafico 3. Partecipazione dei docenti al topic sull'osservazione e il peer to peer

Gli interventi dei 143 docenti attivi sono riconducibili a specifici ambiti il 64% è incentrato sul valore riconosciuto al peer to peer per il miglioramento della pratica didattica, e di questi, circa un terzo, equivalente al 21% sul totale, esprime tale giudizio riconoscendo un ruolo determinante alla figura del tutor; il 23% richiama il contributo socio–relazionale dello spazio, mentre il 9% è orientato sull'uso specifico del dispositivo, ed infine un 4% è inerente ai problemi riscontrati e alle richieste di assistenza.




Grafico 4. Ambiti delle argomentazioni inerenti il topic sull'osservazione e peer2peer

I docenti riconoscono il valore del peer to peer e approfittano del forum per condividere con i colleghi le migliori modalità di messa in atto di tale azione ("Desidero condividere con i miei colleghi neoassunti la mia positiva impressione sul peer to peer: lo ritengo l'attività in assoluto più utile per un durante l'anno di prova … per me, non solo un valido docente si vede quando è pienamente "in azione sul campo", ma deve anche mettersi costantemente in discussione, sapersi confrontare con i colleghi (soprattutto se più esperti e consapevoli), accettarne le osservazioni e, quando necessario, le critiche costruttive. Tra l'altro, la scuola mi ha assegnato come tutor una collega veramente esperta, equilibrata e rassicurante, con la quale ho lavorato serenamente..."). L'osservazione della pratica didattica permette al docente di risalire al proprio stile di insegnamento intervenendo, laddove possibile, per migliorare la relazione con i propri studenti ("il principale punto di forza è stato l'osservare la sua attività didattica, ho potuto osservare diversi aspetti della sua pratica di insegnamento che mi sono stati molto utili e mi hanno fatto riflettere molto su come migliorare i miei interventi didattici e la mia professionalità. Ho potuto notare in lei uno "stile" di insegnamento caratterizzato da entusiasmo, sensibilità, notevole capacità comunicativa e di rassicurazione, sempre sorridente ed elastica con tutti, elementi fondamentali per una didattica dell'inclusione. Portare la felicità, infatti, strappare una risata e un abbraccio, è la dote più importante nel nostro lavoro di docente di sostegno perché conquistiamo i ragazzi trasmettendo loro voglia di fare e di imparare e loro ci ricambiano con mille soddisfazioni: dopotutto, l'apprendimento passa proprio attraverso le emozioni.").

Il confronto e lo scambio alla base del peer to peer favoriscono l'ingresso nella comunità educante, ("Concordo sul grande valore dell'esperienza peer-to-peer, che permette di unire una curiosità sempre fresca verso la professione, il confronto costruttivo tra colleghi sui protagonisti e gli ambienti d'apprendimento e nuove idee per la progettazione.") e facilitano il riconoscimento del docente e delle sue competenze ("Il peer to peer è uno strumento utile e necessario per confrontarsi con la molteplicità delle competenze e delle abilità che ogni docente possiede. Lo ritengo uno strumento utile perché quando sono entrata in ruolo nel 2012, tale strumento non era compreso nell'attività di formazione e credo che invece sia fondamentale").

Il ruolo del tutor diviene determinante per il potenziamento delle competenze professionali ("il peer to peer con la mia tutor è stato molto utile sia per i consigli e sia per le indicazioni ricevute nel corso dell'attività. Così come sono stati proficui i confronti che ne sono scaturiti. Senza dubbio è stato una buona pratica di potenziamento delle competenze professionali) sottolineandone la necessaria esperienza e capacità di accoglienza ("alla fine dell'anno di prova, con il comitato di valutazione a pochi giorni da qui, posso dire che il peer to peer è stato davvero il momento più proficuo di tutta l'esperienza. Ho avuto la fortuna di trovare un tutor esperto e soprattutto disponibile, che mi è sempre venuto incontro e con il quale ho lavorato davvero bene, sia nella mia classe sia nella sua").

Il peer to peer si impone come metodologia di lavoro per la formazione continua ("A proposito di peer to peer, trovo che il confronto e lo scambio di punti di vista tra colleghi sia un aspetto fondamentale per la nostra formazione continua, anche perché ci aiuta a metterci sempre in discussione, a considerare i nostri punti deboli e ad affrontarli") anche dai docenti neo immessi in ruolo ma con moltissimi anni di esperienza ("Come alcuni di voi, mi ritrovo a dove ripetere l'anno di prova nonostante sia in ruolo nella scuola secondaria già da tempo… ho molte perplessità sulla necessità di farmi rifare l'anno di prova, ma ritengo utile questa attività di peer to peer in quanto mi può aiutare a risolvere problemi di programmazione e pratici…").

Il forum ha favorito la condivisione di modalità di messa in atto del peer to peer ("Le classi in cui effettuare il peer to peer devono essere necessariamente parallele? Poiché io insegno in una prima e la mia tutor proponeva una sua terza. Come sarebbe possibile conciliare?") e la ricerca di soluzioni a dubbi più di tipo organizzativo ("Ho un dubbio riguardo alle ore di osservazione peer to peer: vanno svolte tutte fuori dal proprio orario di servizio oppure solo quelle di reciproca osservazione (cioè 4 nelle quali io rivestirò il ruolo di osservatore e 4 nelle quali l'osservatore sarà il tutor?") o di tipo procedurale ("Vi chiedo se c'è un modello di osservazione dell'attività peer-to-peer? Devo osservare il mio collega nella sua interezza mq qualcuno ha elaborato una scheda riassuntiva di cosa e come fare tutto ciò? oppure il modello è libero e ognuno fa come vuole?").

È stato molto importante per i docenti condividere gli elementi chiave della loro osservazione al fine di richiamare il valore didattico di alcune capacità che il docente deve necessariamente dimostrare in classe ("Riflettendo sull'esperienza vissuta durante l'osservazione peer to peer e avendo già maturato qualche anno di carriera pre-ruolo, mi sono soffermata a valutare nuove dinamiche relative alla gestione della sezione. In particolare, ho potuto valorizzare la dimensione empatica che qualifica la relazione tra il docente e i bambini: quanto apprendimento nasce lasciando che i bambini esprimano le proprie emozioni, le condividano e le elaborino consapevolmente").

Topic 3. "Il bilancio delle competenze. Il valore e l'uso di questo strumento"


Questo spazio nasce per dare ai docenti un'occasione d'incontro e di riflessione, in particolare, per quella fase del percorso in cui i docenti si sono trovati a compilare il bilancio iniziale, un dispositivo di autovalutazione di grande importanza nel modello formativo neoassunti perché in grado di indirizzare i laboratori tematici territoriali e il patto formativo con la scuola, connotandosi così come l'elemento da cui partire per costruire il percorso di lavoro con il proprio tutor.
Il Bilancio finale e quello dei Bisogni futuri hanno spronato i docenti a posizionarsi, rispetto alla formazione continua, individuando gli elementi su cui puntare per la propria professionalizzazione.
Questo spazio di discussione ha registrato 3230 accessi. Possono essere considerati "attivi" 101 docenti, autori di 135 messaggi e promotori di metodi e utilizzi del bilancio di competenze.



Grafico 5. Partecipazione dei docenti al topic sul Bilancio delle Competenze

I docenti che hanno costruito un tavolo di confronto, cogliendo il valore della condivisione, hanno focalizzato e quindi orientato la discussione intorno a specifici ambiti: il 58% dei messaggi aveva come nucleo centrale "L'uso del dispositivo", seguito dal un 27% di interventi riflessivi sul valore del Bilancio delle competenze per lo sviluppo professionale e la transizione nella scuola, fino a un 10% di messaggi più di tipo socio relazionale fino a un 9% di peer seeking su specifiche difficoltà tecniche.



Grafico 6. Partecipazione dei docenti al topic sul Bilancio delle competenze

Nel caso del bilancio è stato possibile anche individuare le sotto categorie di argomento presenti nel 58% dedicato all'uso del dispositivo. L'analisi testuale degli interventi dei docenti fa emergere 4 sotto-temi: tempistica, compilazione, scelta competenze e correlazione con il curriculum formativo.



Grafico 7. Argomentazioni emerse in merito all'uso del dispositivo Bilancio delle Competenze

La tempistica di compilazione del Bilancio non era data. Ufficialmente non vi erano scadenze anche se attraverso gli incontri iniziali, al fine di rendere veramente virtuoso tutto il percorso e rendere attivi i dispositivi, era stato consigliato di compilare subito il bilancio iniziale. I docenti nel forum hanno fatto tesoro di questo messaggio, veicolandolo ai loro pari. Alle domande inerenti le scadenze ("non ho ben capito come si compila il bilancio delle competenze iniziali: c'è una scadenza per poterlo inviare?") da un lato si ribadisce l'autonomia della scuola ("Il bilancio delle competenze è alla base del materiale che serve per stipulare il "patto formativo" con il DS. Quindi va consegnato prima di iniziare con la formazione vera e propria. Non c'è una scadenza unica, dipende dalla tua scuola") ma dall'altro si fa notare l'importanza di farlo prima possibile per ottenere un patto formativo rispondente al proprio profilo ("I tempi sono "il prima possibile, in ogni caso prima della firma del patto formativo (che è basato sul bilancio").
Le strategie di compilazione hanno riscosso molto interesse e animato il confronto e la condivisione tra i docenti. Il Bilancio poteva riportare le competenze su cui i docenti sentivano di dover migliorare o quelle invece ritenute consolidate e spendibili nella scuola ("Cari colleghi, io ho scelto le competenze seguendo mediamente questo criterio: una competenza in cui mi sento "forte" e una (o due) in cui mi sento "debole" (o che proprio non possiedo, tipo quella sulla valutazione della scuola). Ho anche indicato alcune competenze che mi piacerebbe potenziare, magari facendo dei corsi").

Molti docenti hanno cominciato a compilarlo selezionando i descrittori non sulla base del possesso o meno di quella competenza ma sulla base di "cosa posso dire" e "quanto quel descrittore mi spinge a riflettere sul mio modo di lavorare". Ed è proprio la possibilità di riflessione che viene fuori quale elemento chiave di questo spazio. I docenti si sono lasciate alle spalle il semplice "questo ce l'ho, questo non ce l'ho" facendo un salto, qualitativamente significativo. La riflessione di una docente rispetto al PEI nell'ambito del sostegno, ci permette di comprendere descrittori siano stati un modo per portare dentro l'esperienza e per valutare il possesso di strategie didattiche e organizzative necessarie per la propria professione ("Sicuramente il bilancio delle competenze mi ha permesso di riflettere su molti temi che spesso do per scontato. Essendo insegnante di sostegno, mi sono soffermata sull' importanza di una corretta elaborazione del PEI, frutto di un'attenta analisi comune che deve scaturire dall' intera equipe che coinvolge il bambino. Purtroppo non sempre tutte le figure sono presenti e di conseguenza non sempre il PEI rappresenta con precisione la situazione in essere. Ho riflettuto su come sia difficile valutare i nostri alunni, soprattutto i diversamente abili e dell'importanza della sensibilità che noi docenti dovremmo avere anche in questo campo. Il mettere in atto diverse strategie e metodologie innovative, il mantenere un rapporto corretto e professionale con genitori e colleghi, l'utilizzo di strumenti tecnologici... su tutto ciò ho riflettuto nel Bilancio e tutto ciò cercherò di riportare sul campo professionale, anche quello progettuale inerente l'anno di prova").

Altri hanno riflettuto e si sono posizionati per competenze in cui si sentono più forti rispetto alla propria attività e altri la cui debolezza muove verso un'azione di miglioramento e di lavoro con il tutor e con tutta la comunità educante. Quindi interpretano questa attività di Bilancio come una vera e propria formazione ("Condivido con voi l'inizio della mia attività in piattaforma. In questi giorni ho preso visione del Bilancio delle competenze, leggendo con attenzione i vari indicatori. Ho stilato una bozza e attendo le annotazioni e i suggerimenti della mia tutor. Come voi, anch'io ho selezionato le voci che rispecchiano maggiormente il mio modo di lavorare evidenziando gli aspetti che intendo approfondire in futuro. Nell'elaborarlo, ho avuto modo di riflettere su alcuni punti che a volte sottovalutavo o davo per scontato; quindi voglio esprimere il mio favore verso questo strumento che mi aiuterà a dare una direzione chiara al mio percorso di formazione. In bocca al lupo a tutti) e un'occasione di programmazione rispetto all'investimento futuro ("Buonasera a tutti, volevo condividere anch'io con voi il mio pensiero circa la compilazione del Bilancio iniziale delle competenze. Sono d'accordo con molti di voi; anch'io credo che la compilazione del Bilancio ha rappresentato un momento di riflessione personale sulle competenze che ciascun di noi in quanto insegnante possiede, ma nello stesso tempo mi ha permesso di capire quali competenze posso ancora sviluppare e approfondire").

Il Bilancio ha richiesto al docente una riflessione individuale, ma in molti hanno attivato un confronto con il tutor consapevoli dell'importanza del dispositivo rispetto al peer to peer oltre che per il patto formativo ("Ho selezionato i descrittori in base alle competenze che mi sembravano illustrare meglio la mia identità professionale, descrivendo i miei punti di forza ma anche i miei punti di debolezza, su cui voglio lavorare per migliorarmi. Una volta terminato, invierò i file alla mia tutor per avere un confronto sul lavoro svolto, e successivamente presenterò il bilancio al dirigente, in vista della compilazione del patto formativo. Ritengo importante stilare il bilancio in modo autonomo, e solo successivamente confrontarsi con il tutor, perché si tratta essenzialmente di una riflessione personale sulla propria identità professionale. Per quanto mi riguarda lo reputo uno strumento utile per prendere consapevolezza delle proprie competenze e una base di partenza da cui partire ad intraprendere il proprio percorso formativo, nonché uno strumento per farci conoscere meglio dal tutor e dalla commissione di valutazione") individuando in modo autonomo i tempi e i confronti ("Per ora sto riflettendo e compilando da solo, penso che manderò il file al mio tutor appena avrò finito. Tanto normalmente ci troviamo per progettare assieme, sono in una scuola piccola, ci sono solo tre sezioni e spesso lavoriamo in parallelo o con open classroom").

La riflessione è stato il valore aggiunto del Bilancio delle Competenze. Un'occasione per i docenti di fermarsi e comprendere meglio la complessità e la pluridimensionalità del proprio ruolo ("Certo che pensavo fosse molto più semplice fare un bilancio sulle proprie competenze. Io sto stilando in questi giorni il mio bilancio e seppur da una parte sono in difficoltà, dall'altra sono quasi stupita in quanto mi sono trovata, quasi inconsciamente, immersa in una serie di riflessioni sul mio essere docente, sul mio modo di operare, sulle mie incertezze e su quanto potrei fare per poter migliorare e dare di più ai miei alunni. Inizialmente pensavo che la compilazione di questa parte del Portfolio fosse un'attività di routine, invece mi sono resa conto che in realtà è una vera e propria azione formativa") anche rispetto alla comunità scolastica ("La compilazione delle competenze in entrata mi ha fatto riflettere non solo sulla dimensione educativa della "professione docente", ma anche sul rapporto con i colleghi, con i genitori e sul "sistema scolastico" in genere. In particolare ritengo che la nuova autonomia scolastica (di ricerca e sviluppo) possa essere una straordinaria fonte di sviluppo e discrezionalità professionale in un processo di progettazione e autovalutazione continuo").

Il Bilancio delle Competenze ha permesso ai docenti di comprendere il valore della formazione continua e di dare valore alle esperienze pregresse citate nel Curricolo Formativo ("Il Bilancio delle Competenze mi ha aiutata a comprendere quanto complessa sia la formazione di un docente, quanti aspetti da considerare e criticità da affrontare nel mio percorso formativo!!!! Il curricolo formativo, invece, mi ha dato modo di riflettere sulla significatività di esperienze non direttamente riportabili alla professione di insegnante e pur tuttavia di grande valore formativo") e ricostruire in modo coerente il proprio stile educativo ("Ho ripercorso oggi tutte le attività svolte e la mia attenzione si è focalizzata sul bilancio iniziale delle competenze e sul mio curriculum formativo. Devo dire, con piacere, che non pensavo di aver accumulato esperienze così interessanti e istruttive! Penso proprio che i momenti dedicati alla ricerca delle competenze in mio possesso siano stati altamente educativi sotto il profilo professionale perché mi hanno permesso di riflettere sui miei effettivi bisogni ma nello stesso tempo mi hanno dato forti conferme sul mio modo di lavorare")

Il Bilancio delle Competenze Finale si inserisce in questa riflessione e conferma l'ipotesi che questi strumenti possano accompagnare il docente lungo tutta la carriera ("Bilancio iniziale e bilancio finale sono strumenti preziosissimi per chi vuole fare della docenza una professione in continuo sviluppo con tappe di bilancio in itinere. Tutti i docenti, vecchi e nuovi, dovremmo adottare questi strumenti periodicamente lungo tutta la nostra carriera e non considerarci mai arrivati una volta per tutte"). Sul Bilancio Finale si intravede anche l'impatto di un percorso fatto anche di relazioni e scambi sociali ("Il bilancio delle competenze iniziale mi ha permesso di avviare il processo di autoformazione che, a mio avviso, deve essere continuo nel corso della carriera scolastica del docente, di acquisire consapevolezza degli ambiti nei quali ho bisogno di lavorare per rafforzare la mia professionalità. Il bilancio delle competenze finale mi ha dato, inoltre, la possibilità di riflettere su quanto il confronto e la collaborazione con gli altri mi abbiano consentito di crescere, migliorare e rafforzare la fiducia in me stessa") oltre che l'esperienza acquisita sull'osservazione della propria pratica tramite gli strumenti presenti nel percorso formativo ("Nel bilancio delle competenze iniziali ho scelto gli indicatori che mi sono sembrati più significativi per il mio percorso didattico passato e attuale. Il bilancio finale mi è servito in quanto mi ha permesso di analizzare con maggiore attenzione e obiettività i miei punti di forza e i punti che invece intendo migliorare per quanto riguarda il mio modo di gestire le classi e di catturare e mantenere l'attenzione degli studenti; inoltre mi ha permesso una riflessione su quali sono le attività scolastiche al di fuori della pratica in aula che ancora non ho avuto modo di affrontare e alle quali mi interesserebbe dedicarmi in futuro.").

I docenti hanno utilizzato al meglio il Bilancio per fare di questo anno un prezioso momento di crescita, non tanto come strumento di misura del grado di adeguatezza a ricoprire il ruolo di insegnante, bensì per tessere un tracciato da seguire per valorizzare un apprendimento individuale autoriflessivo e autoregolato, attribuendo una funzione formativa per il progresso professionale del docente.

La partecipazione purtroppo, va segnalato, non raggiunge numeri elevatissimi. Coerentemente però con i dati del monitoraggio dello scorso anno questo è attribuibile ai tempi ridotti del percorso online, così come alla necessità di costruire un livello più alto di relazione, di tipo comunitario che vada oltre i tempi ufficiali del percorso e si costituisca come spazio di accompagnamento trasversale dalla formazione induction a quella in servizio e tramite cui si riescano a promuovere interazioni in presenza tra pari ed esperti.