SPECIALE “TUTOR”



APPROFONDIMENTO RELATIVO ALLE ATTIVITÀ DEI TUTOR, CARICATE NEL PERIODO COMPRESO TRA IL 3 APRILE 2017 E IL 15 GIUGNO 2017


a cura di V. Della Gala


La sezione dell’ambiente online dedicato ai tutor accoglienti dei docenti neoassunti è stata resa disponibile lo scorso 3 aprile. L’ambiente consente ai tutor di scaricare un attestato per ogni docente affiancato (qui il modello dell'attestato). A questo fine è richiesta la compilazione di un questionario che consente all’Amministrazione di raccogliere dati utili al monitoraggio di questa fase della formazione.

In questo anno scolastico (2016/17), al fine di acquisire elementi di conoscenza funzionali al miglioramento dell’ambiente online di supporto ai tutor, e in conseguenza del rilievo rivestito dalla figura del tutor nel complesso della formazione neoassunti, confermato anche dai monitoraggi delle due annualità precedenti (http://neoassunti.indire.it/2017/news_08.html), abbiamo chiesto agli stessi tutor di rispondere a un ulteriore breve sondaggio.

Con lo scopo di mettere a disposizione elementi informativi utili a conoscere in prima approssimazione quali bisogni formativi hanno espresso i tutor in relazione all’esperienza svolta, riportiamo di seguito una lettura dei dati emersi dalle risposte fornite al sondaggio e a 5 delle 20 domande di cui si compone il questionario.

Sono stati analizzati i dati prodotti dai tutor che al 6 giugno 2017 avevano compilato sia il sondaggio sia il questionario, completando così la loro attività in anticipo sulla chiusura della piattaforma. Si tratta di 6.724 tutor su un totale di 24.767 tutor iscritti alla piattaforma. Di questi abbiamo considerato esclusivamente coloro che affiancavano un solo docente in formazione, ottenendo una popolazione di 5.960 docenti, corrispondente a circa il 24% dell’intera popolazione dei tutor della formazione in corso.

Caratteristiche demografiche

La lettura dei dati della popolazione considerata distribuita per ordine e grado di scuola vede prevalere i docenti provenienti dalla scuola primaria (1.978) e dalla scuola secondaria di II grado (1.976); di gran lunga meno rappresentati i docenti delle scuole secondarie di I grado (1.031) e dell’infanzia (986).



La distribuzione regionale per scuola di servizio del tutor, vede prevalere numericamente i tutor del nord-ovest (43%); seguono quelli del centro (23%); del sud (18%); del nord-est (11%) e delle isole (8%).



La lettura dei dati per classe d’età e sesso consente di ottenere un quadro che lievemente differisce sia da quello emerso dall’indagine sui docenti in formazione dell’anno scolastico 2015/2016 (http://neoassunti.indire.it/2017/news_08.html), sia da quello delineato nello speciale sull’attività didattica (Speciale attività 1). Prevalgono i docenti di sesso femminile, ma in misura maggiore rispetto alle analisi precedenti già citate. Dei 5.960 docenti considerati 5.001 appartengono al sesso femminile e 959 al sesso maschile.



L’approfondimento della distribuzione per sesso operato per le 4 classi d’età considerate (fino a 34; da 35 a 44; da 45 a 54; oltre i 55) vede prevalere i docenti di sesso femminile in ogni classe d’età; con una prevalenza maggiore in quelle più giovani.



L’età dei docenti qui considerati è superiore anche rispetto alla media della generalità dei docenti italiani come prevedibile e in coerenza con la richiesta esplicita, normata nel DM 850, di scegliere tutor con provata esperienza.



La distribuzione nei 4 ordini di scuola per sesso dei tutor conferma la nota situazione di assoluta superiorità numerica del sesso femminile nelle scuole primarie e soprattutto nelle scuole dell’infanzia.



In sintesi la popolazione considerata rappresenta un campione con le stesse caratteristiche della popolazione docente complessivamente considerata, le variazioni rilevate sono le seguenti:

  • gli ordini di scuola più rappresentati sono primaria e secondaria di II grado
  • quasi la metà dei tutor considerati presta servizio in una delle regioni del nord ovest (43%), seguono quelli del centro (23%); del sud (18%); del nord-est (11%) e delle isole (8%)
  • le classi d’età più rappresentate sono quelle superiori (da 45 a 54 e oltre i 55)
  • il sesso femminile è prevalente in tutti gli ordini di scuola e le classi d’età, con enfasi maggiore nelle scuole primaria e dell’infanzia e nelle classi d’età di giovani (fino a 34 e da 35 a 44).

Rapporto tra tutor e docente in formazione

Il rapporto tra docente e tutor vede prevalere nettamente (è il caso di 4.960 tutor sui 5.960 indagati) i tutor dello stesso ordine e grado del docente neoassunto che affiancano. Di questi 2.127 appartengono anche alla stessa disciplina. Dei 999 docenti (un sesto circa del totale) che hanno indicato di non appartenere allo stesso ordine e/o grado dei propri docenti in formazione, 141 hanno dichiarato di appartenere alla stessa classe del docente in formazione, rientrando dunque nella categorizzazione precedente; 505 sono invece accomunati ai loro docenti in quanto insegnano la stessa disciplina anche se in ordine e grado diverso; 263 sono entrambi insegnanti di sostegno, accomunati, dunque, dal tipo di posto; i restanti hanno selezionato l’opzione altro. Di questi 30 hanno dichiarato che il proprio docente in formazione fa parte dell’organico del potenziamento o è, al contrario di lui, di sostegno.

Bisogni formativi

Il sondaggio, come scritto, è stato elaborato per acquisire indicazioni su come migliorare l’ambiente online in modo da agevolare l’attività del tutor accogliente, senza tuttavia stravolgere la piattaforma esistente. Pur con questi limiti le risposte al sondaggio ci suggeriscono alcune considerazioni in relazione ai bisogni espressi dai tutor considerati. Il sondaggio si compone di 6 domande principali, più altre 4 condizionate alla risposta data a 2 delle domande principali.

[Quale delle seguenti modifiche da apportare all’ambiente di formazione online per i tutor dei docenti neoassunti curato da Indire, potrebbero esserti di maggiore aiuto nell’attività di tutor]

I tutor potevano scegliere tutte le 6 opzioni proposte. In media ogni tutor ha selezionato 1,8 opzioni. L’opzione più selezionata (dal 34% dei tutor) è lo sviluppo di una sezione da cui accedere a strumenti e modelli: griglie di osservazione, modelli per la progettazione, modelli di relazione finale, ecc. La richiesta è stata parzialmente già accolta con la creazione di una sezione in cui sono stati raccolti strumenti e modelli ideati e segnalatici dagli organi decentrati del MIUR (http://neoassunti.indire.it/2017/strumenti/strumenti.html). Questo bisogno era emerso anche dalle richieste rivolte dai tutor all’assistenza della piattaforma, la preferenza espressa dai docenti per la prima opzione proposta risulta, dunque, una conferma.



La seconda opzione più apprezzata (selezionata dal 21% dei docenti) è la creazione di uno spazio online per il confronto con i pari. Lo sviluppo di un e-portfolio, o portfolio digitale, sul modello di quello che utilizzano i docenti neoassunti, è l’opzione scelta dall’11% dei docenti. La possibilità di accedere al portfolio digitale dei docenti in formazione, interessa solo il 14% dei docenti. Infine le ultime due opzioni proposte, allegare la relazione finale, ed avere la possibilità di confrontarsi con i colleghi a livello territoriale, sono state selezionate ognuna dal 10% dei docenti.

[Ritieni di aver bisogno di un percorso formativo dedicato?]

Alla domanda diretta se ritengono che la funzione di tutor necessiti un percorso formativo dedicato, il 66% dei docenti ha risposto di no, di non averne bisogno.

[Se sì, quale struttura e quale formato preferiresti avesse un percorso formativo per i tutor?]

Il terzo (1.966) che ritiene di averne bisogno auspica che questo prenda la forma di seminari con esperti (20%) o corsi organizzati dalle scuole polo (17%): dunque il 37% auspica che un eventuale percorso formativo si svolga in presenza. Il 18% dei docenti ha selezionato il confronto online con i colleghi. L’autoformazione e i MOOC sono stati selezionati ciascuno dal 16% dei docenti. L’opzione che ha ricevuto il numero minore di consensi (13%) è quella che prevede una formazione basata su spazi online di confronto con esperti. Ogni docente ha in media selezionato 1,6 opzioni.


[Quali contenuti ritieni più adeguati alla formazione della figura del tutor accogliente?]

A questa domanda hanno risposto tutti i tutor considerati con una media di 2 selezioni ciascuno, più che per ogni altra domanda del sondaggio. I maggiori consensi sono stati riscossi dai materiali relativi alla supervisione professionale (35%), alla valutazione (29%) e all’osservazione dei docenti in formazione (19%). I materiali relativi alla progettazione didattica (presumibilmente utili alla co-progettazione delle attività didattiche oggetto di osservazione, vedi comma 2, art.9 del DM 850) hanno avuto il 16% delle preferenze, infine i materiali relativi a compiti riferibili più al docente in formazione che non ai tutor, hanno ricevuto minor consenso: si tratta dei materiali formativi utili alla compilazione del portfolio digitale (11%) e alla documentazione efficace della formazione (9%). La valutazione si conferma un tema che attrae interesse, che potrebbe essere imputabile alla scarsa dimestichezza che con essa ha il corpo docente, come è emerso anche nello Speciale sulle attività didattiche ( Speciale attività 1).




[Utilizzi o hai utilizzato servizi di social networking (ad es. Facebook) per la tua attività di tutor?]

La domanda sull’utilizzo dei social network era volta a capire se l’assenza di un percorso formativo formalizzato e/o di uno spazio di interazione ufficiale, fosse stato colmato dall’utilizzo dei social network. Solo 1.007 docenti su 5.960 (il 17% del totale) hanno dichiarato di utilizzare un servizio social networking per svolgere l’attività di tutor e la gran parte lo fa per comunicazioni di servizio con i colleghi in formazione, in seconda istanza per condividere risorse digitali. WhatsApp (62%) è il servizio più utilizzato tra coloro che hanno dichiarato di aver fatto ricorso ai social network per la loro attività; segue Facebook con il 31% delle scelte (se si tiene conto dell'intera popolazione indagata, l'uso di Facebook scende al 7%). Trascurabili, infine, le preferenze per gli altri servizi considerati, Twitter (3%) e Telegram (2%).



[Ritieni che l’eventuale attività formativa volta a rispondere ai tuoi bisogni e competenze in quanto tutor possa essere riconosciuta entro il Piano Nazionale di Formazione?
Ritieni che la tua attività di tutor debba essere valorizzata attraverso l'attribuzione di crediti professionali, l'assegnazione di incarichi o essere funzionale alla progressione di carriera?]

In entrambi i casi la stragrande maggioranza dei tutor ha risposto affermativamente.



I tutor non ritengono di aver bisogno di un percorso formativo dedicato, tuttavia dalle risposte al sondaggio emerge una richiesta di sostegno nel rintracciare strumenti e modelli che possano risultare d'aiuto nello svolgimento dell'attività. Risulta interessante inoltre la scelta dei contenuti per un’eventuale formazione: supervisione professionale, valutazione del docente e progettazione didattica, 3 tipologie di contenuti coerenti con i compiti attribuiti al tutor dal DM 850. In merito ai modi per l’erogazione di un’eventuale formazione, sono privilegiati gli incontri in presenza con esperti e spazi di confronto con i pari. L’uso dei social network per ragioni di servizio non è diffuso: solo il 17% ne fa uso e lo fa per comunicare con il docente in formazione. Che l’attività del tutor accogliente si sia delineata come poco strutturata, e che questa caratteristica non venga percepita come una carenza, è confermato dalle risposte ad alcune domande del questionario che di seguito riportiamo.

[Durante le ore di osservazione quali strumenti hai utilizzato?]

La maggioranza durante l’osservazione in classe del docente neoassunto, ha indicato di aver usato carta e penna o nessuno strumento formalizzato (52%). Molti sono coloro che hanno fatto fotografie, il 17%. Le griglie semi-strutturate e aperte sono la terza scelta con il 14% delle selezioni. Seguono le schede di sintesi riassuntive (12%), le video riprese (4%) e le griglie strutturate (1%).



[Quale tipo di lezione/attività didattica hai osservato?]

La metodologia didattica della lezione frontale è la prima scelta con il 34% delle selezioni. Tutte le altre opzioni (attività laboratoriale 34%, attività a classi aperte 14%, attività interdisciplinare 7%, uscita didattica 6%, altro 5%, progetto con esperti 3%), indicano metodologie non tradizionali. Una semplice analisi automatica della frequenza delle parole contenute nelle risposte a testo libero fornite a questa domanda dai tutor che hanno selezionato la voce Altro e accorpate in un unico corpus, ci informa che molte delle attività categorizzate come altro hanno riguardato la valutazione, lezioni individuali per studenti di sostegno e altre metodologie di didattica attiva.



[Durante l’esperienza in qualità di “osservatore”, a quali aspetti hai dedicato maggiore attenzione?]

L’aspetto relazionale emerge come quello di maggiore interesse. E non solo in questo caso, come oggetto dell’osservazione, ma anche come lascito positivo dell’esperienza di tutoraggio.




[Giudichi utile nel suo complesso questa esperienza formativa?]

A questa domanda la popolazione considerata risponde in grande maggioranza che l’aspetto più positivo dell’esperienza è quello relazionale (82%). Sotto l’aspetto operativo e professionale la formazione è stata molto apprezzata dal 66% dei docenti, mentre sotto l’aspetto degli stimoli culturali dal 62% dei tutor.


Traiamo infine l’opinione dei tutor sul bilancio complessivo dell’esperienza dall’ultima domanda posta nel sondaggio: Ripeteresti l’esperienza di tutor accogliente?
In netta maggioranza, (91%), i tutor dichiarano che sarebbero disposti a ripeterla, confermando così quanto rilevato dai monitoraggi delle precedenti annualità della formazione neoassunti.