Si è conclusa alla fine di giugno 2017 l'esperienza di formazione dell'anno di prova per circa 26.500 docenti italiani che hanno lavorato accompagnati da poco meno di 25.000 tutor accoglienti nel 2016/2017.
È difficile raccontare i dettagli di un lavoro lungo quasi un anno scolastico e che ha visto così tanti soggetti ed attori diversi adoperarsi per la sua buona riuscita e per il suo continuo miglioramento. Sarà possibile farlo accuratamente solo dopo avere lavorato al piano di monitoraggio che è ora al suo avvio.
In continuità con gli altri Speciali che ci hanno restituito fotografie preziose di uno scenario in movimento, vogliamo con questo però offrire qualche anteprima di quanto è accaduto.
Quest'anno le tappe del percorso di formazione e prova, articolate tra momenti in presenza e momenti online (Figura 1), hanno consolidato un modello di accompagnamento allo sviluppo professionale che è stato sperimentato e perfezionato nel corso di tre cicli, a partire dal 2014/2015.


Figura 1: Le tappe in presenza (arancione) e a distanza (verde) del percorso dell'anno di formazione e prova


È un fatto che un grande numero di insegnanti italiani (Figura 2), adesso in ruolo, ha sperimentato nell'arco di tre anni questo modello formativo che fa leva su 4 pilastri fondamentali: l'uso del Portfolio formativo online, i laboratori formativi sul territorio, la relazione di supervisione e dialogo professionale del peer to peer, la documentazione didattica con riflessione guidata e il bilancio delle competenze.

Figura 2: docenti che hanno sperimentato il nuovo modello formativo per l'anno di formazione e prova (DM 850/2015)




Con l'obiettivo di anticipare progressivamente l'apertura dell'ambiente per consentire un periodo di lavoro più coerente con le attività reali dei docenti, il 5 dicembre 2016 è stata resa disponibile la piattaforma. I dati di monitoraggio ci dicono che la maggior parte dei docenti ha presto completato le operazioni di registrazione per l'iscrizione all'ambiente (tra la fine di gennaio e l'inizio di febbraio 2017); al 15 marzo oltre il 99% dei docenti era iscritto ed attivo in piattaforma (Figura 3). I docenti col ruolo di tutor accoglienti si sono iscritti all'ambiente loro dedicato e hanno ultimato le attività che competevano loro tra l'inizio del mese di aprile e la metà di giugno (Figura 3).


Figura 3. Andamento delle iscrizioni



La scansione temporale delle attività suggerita dal tracciato del percorso (Figura 1), sostenuto anche dalle azioni di supporto degli uffici territoriali, richiamava ad una propedeuticità di alcune azioni rispetto ad altre (Figura 4), in un susseguirsi di azioni ed attività pensate lungo il corso dell'anno di prova.


Figura 4: Attività dell'anno di formazione e loro scansione (suggerita) nel tempo


È difficile capire dai grafici, senza le indagini qualitative più approfondite che ancora devono essere fatte, come questa articolazione del lavoro sia stata effettivamente recepita. Il dato di chiusura di alcune attività – inteso come la data in cui il docente ha messo mano per l'ultima volta a quella stessa attività, potrebbero lasciar intendere che i docenti abbiano lavorato anche ad attività suggerite come propedeutiche fino alla fine del percorso formativo.
È questo il caso del curriculum formativo (Figura 5). Alla fine del mese di aprile 2017 aveva completato l'inserimento di esperienze nel curriculum formativo circa il 63% del totale dei docenti, i restanti hanno lavorato a questo compito sul finale della formazione, tra la fine di maggio e la prima quindicina di giugno. Questo sembra vero anche per il bilancio iniziale delle competenze, il cui svolgimento era raccomandato all'avvio del percorso: circa il 50% dei docenti lo aveva già compilato alla metà di marzo, mentre il 25% lo ha concluso alla fine del periodo di formazione (Figura 6). Per quanto riguarda invece il bilancio finale delle competenze, da completarsi a fine percorso, i dati ci dicono che effettivamente l'invio definitivo del compito corrisponde al periodo da fine maggio a tutto il mese di giugno (Figura 7).


Figura 5

Figura 6

Figura 7


Una comprensione maggiore sarà possibile con una lettura che integri i dati quantitativi a quelli qualitativi. Occorre inoltre tenere presente che vista la non obbligatorietà di compilazione in un tempo definito, molti docenti hanno compilato il bilancio in un momento differente rispetto all'invio effettivo (molti infatti hanno preferito inviarlo al termine del percorso).


Diamo invece uno sguardo a qualche dato relativo al momento che nella piattaforma online è chiamato "Attività didattica", che è già stato oggetto di uno Speciale nelle scorse settimane. L'Attività didattica era ripetuta per due volte (Attività Didattica 1 e Attività Didattica 2) all'interno del percorso e il suggerimento per lo svolgimento raccomandava un certo distanziamento nel tempo tra l'una e l'altra e forniva indicazioni di lavoro rispetto al peer to peer (la prima attività in autonomia e la seconda nell'ambito del peer to peer, Figura 8).

Figura 8: suggerimento per lo svolgimento delle due attività didattiche



Per questo tipo di compito, l'analisi dei dati di caricamento del documento di progettazione (Figura 9), cioè del primo passo da compiere per lo svolgimento dell'Attività, ci fa capire che le due attività sono state lavorate verosimilmente ad una distanza media di un mese l'una dall'altra a partire da metà marzo fino a metà maggio, con un ovvio avvicinamento e parziale sovrapposizione delle due attività nella seconda metà di giugno per circa un 20% di docenti.

Figura 9


Se andiamo a cercare conferma di questi comportamenti nei questionari di monitoraggio compilati da circa 26.000 utenti vediamo che i docenti hanno lavorato molto (33%) tenendo presente gli elementi del bilancio iniziale e hanno progettato, messo in atto, documentato e riflettuto sulle attività al fine di rafforzare specifiche competenze (Figura 10). Nella relazione peer to peer i docenti hanno molto (27%) o abbastanza (57%) lavorato entro un percorso migliorativo che partiva dall'analisi dei punti di forza e debolezza della prima attività didattica, per integrare quanto acquisito nella seconda.
I docenti hanno lavorato molto (16%) e abbastanza (48%) in autonomia su entrambe le attività (Figura 11); hanno lavorato molto (41%) in autonomia sulla prima e col supporto/confronto del tutor sulla seconda e molto (8%) col supporto/confronto del tutor sulla prima e in autonomia sulla seconda e in molto (20%) col supporto/confronto del tutor in entrambe le attività e molto (21%) confrontandosi con i colleghi (Figura 12).


Figura 10

Figura 11

Figura 12

Se guardiamo l'andamento temporale del momento di esportazione del Dossier finale (Figura 13), cioè della generazione del documento pdf completo di tutte le attività utilizzato per la discussione con il Comitato di Valutazione, vediamo che dal 15 maggio al 15 giugno si verifica la crescita più rapida; mentre nell'ultima quindicina di giugno chiudono il dossier "gli ultimi" 9000 docenti circa.


Figura 13


Sempre dai questionari di monitoraggio abbiamo ricavato un'anteprima anche sui laboratori formativi sul territorio, tappa fondamentale del percorso. Alla domanda "Quali aspetti dovrebbero essere migliorati, prioritariamente, per rendere più efficaci i laboratori di formazione?" i circa 26.000 docenti forniscono preziose indicazioni (Figura 14) di priorità: collegare i laboratori formativi con momenti di pratica guidata in classe con tutor o formatori (32%), avvicinare maggiormente le tematiche trattate nei laboratori coi profili (infanzia, primaria, secondaria, sostegno) dei docenti (25%), programmare i laboratori sulla base dei bisogni formativi reali (24%), sostituire i laboratori con gruppi di ricerca-formazione (17%).


Figura 14


In riferimento all'attività peer to peer, abbiamo ricercato due anticipazioni come spunto di riflessione: alla domanda "Hai ricevuto feedback dal tutor, e se sì quali?", i circa 26.000 docenti hanno risposto (Figura 15) di aver ricevuto come feedback: osservazioni informali e di carattere generale (67%), indicazioni specifiche su aspetti didattici e metodologici (47%), suggerimenti sul comportamento da tenere in classe con gli allievi (31%), nessun tipo di feedback significativo (3%).


Figura 15


Infine, in stretta sintonia con quanto già avevano espresso, pur in forma parziale, i tutor, ritroviamo che l'esperienza formativa peer to peer è considerata dai docenti come molto utile in particolare sul piano umano e relazionale (81%), ma anche sul piano operativo e professionale (65%) e sul piano degli stimoli culturali (61%) (Figura 16).


Figura 16: Giudichi utile nel suo complesso l'esperienza formativa peer to peer

Le impressioni descritte in questa fotografia finale sono per molta parte ricavate dai file di log dell'ambiente, cioè dai dati relativi al comportamento degli utenti in piattaforma (accessi, caricamenti, interazioni con l'ambiente) e da alcune anticipazioni sulle risposte a qualche domanda dei questionari di monitoraggio. Capiremo molto di più quando approfondiremo questa analisi integrandola con i dati dei docenti e dei tutor relativi alle loro valutazioni in merito a vari aspetti del percorso, e ancor di più, con il confronto diretto coi tanti attori di questo complesso sistema dell'anno di formazione e prova. Di questo daremo accurata restituzione con il lavoro di monitoraggio affinché se ne possa ricavare quanto serve per il miglioramento continuo dell'anno di formazione e prova, in favore della crescita di una cultura condivisa dello sviluppo professionale continuo e della condivisione di pratiche sperimentate e sostenibili che lo favoriscono.